Bandiere persiane agitate con fervore, cartelloni con scritte tipo “Thank you Trump” e slogan a favore dello scià: ecco il quadro idilliaco della manifestazione organizzata dall’associazione Italia-Iran, che lunedì 2 marzo ha preso vita sotto il consolato USA di Milano. Circa 500 anime entusiaste si sono riunite, sventolando con orgoglio le bandiere persiane adornate con il sole e il leone, fianco a fianco con quelle a stelle e strisce e, non per ultimo, quelle di Israele. Davvero un festival dell’incoerenza geopolitica.
“Pahlavi tornerà”, ripetevano in coro i manifestanti, festeggiando apertamente gli interventi di USA e Israele in Iran. All’evento hanno preso parte anche la vicesegretaria della Lega nonché eurodeputata Silvia Sardone e il deputato di Fratelli d’Italia Riccardo De Corato. Un raduno che sembra più una sceneggiata teatrale che un’azione politica meditata.
Silvia Sardone ha dichiarato:
“Vogliamo da sempre un Iran libero. Speriamo che questa sia la volta buona. Ora bisogna lavorare per la pace e per dare stabilità al Paese.”
Non soddisfatta della mera presenza, la vicesegretaria della Lega ha aggiunto, rivolgendosi ai manifestanti:
“Io sono da sempre per l’autodeterminazione dei popoli: avete deciso di non volere lo Stato islamico e finalmente potete tornare a essere un popolo libero.”
E come tocco finale, prima di imbarcarsi per Bruxelles, ha pronunciato un motto degno della sincerità più genuina:
“Partirò con l’unica vera bandiera, quella con il leone. La porterò al Parlamento europeo, dove finora hanno fatto poco e dove forse oggi inizieranno a capire che devono fare qualcosa per sostenere l’Iran.”
La manifestazione contro gli USA: la diplomazia con i guanti di velluto
E poiché ogni medaglia ha il suo rovescio, il giorno successivo, sempre ai piedi del consolato USA, si è svolta un’altra manifestazione, questa volta organizzata da Cgil, Anpi e Arci. Gli organizzatori si sono infatti cimentati in un esercizio di equilibrio degno dei migliori trapezisti, chiedendo il “ritorno alla diplomazia e al negoziato”. Una vera e propria danza sulle note della più sofisticata ambiguità politica.
Il sindacato ha tenuto a precisare:
“Siamo da sempre al fianco delle iraniane e degli iraniani che lottano per la democrazia, la libertà e i diritti civili.”
Un applauso all’ipocrisia ben mascherata:
“Tuttavia, respingiamo ogni attacco unilaterale che rappresenti una violazione del diritto internazionale e che rischi di alimentare un’ulteriore escalation, in un contesto globale già segnato da troppi conflitti aperti. Alle vittime del regime rischiano di aggiungersi nuove vittime di un conflitto che aggraverebbe ulteriormente la sofferenza delle popolazioni coinvolte.”
Il tutto condito da un accurato post social che invita all’evento, prontamente raccolto da Alleanza Verdi Sinistra, con la partecipazione tra gli altri del Partito Democratico e dei collettivi studenteschi, perché nessun fronte politico poteva mancare in questa partita di ping pong tra pacifisti selettivi e sostenitori degli interventi “liberatori”.



