Caro Associato,
che sorpresa! È finalmente online il numero 219 di “Primo Piano PNRR Settimanale di Unindustria”, ovvero quel capolavoro di aggiornamento settimanale sul nostro amatissimo PNRR. Un vero faro nell’oscurità per chi vuole immergersi nelle ultime – e immancabilmente urgenti – novità, bandi, scenari e chi più ne ha più ne metta, tutte rigorosamente impregnate di burocratica energia per capire se, finalmente, l’Italia riuscirà a spendere quei miliardi tanto decantati.
Questo passaggio è come un’orgia di dati e tempistiche che sapranno sicuramente rassicurare chi vuole avere la sensazione di controllo su quel delicatissimo puzzle chiamato attuazione del PNRR. E, come se non bastasse, le istruzioni operative per il controllo di milestone e target sono state messe in rete con dovizia di dettagli. Perché la trasparenza è tutto, soprattutto quando si tratta di monitorare come i soldi splendono… ops, intendevo spendono.
Il Decreto-Legge PNRR 2026: l’ennesima magia normativa
Nel favoloso numero 41 della Gazzetta Ufficiale – per chi non lo sapesse, quel giornalino dove finiscono tutte le sorprese dello Stato italiano – è stato pubblicato il solito Districatore di Paletti Urgenti: il Decreto-Legge 19 febbraio 2026, n. 19. Il titolo è già tutto un programma: “Ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del PNRR e in materia di politiche di coesione”. Tradotto, una serie di norme che dimostrano come l’urgenza sia la bussola dell’azione governativa, a uso e consumo di chi vuole tenere tutto sotto controllo, senza però spiegare bene come.
Per chi ama i dossier corposi, è disponibile anche la disamina tecnica, quel tesoro di pagine curiose del Servizio studi di Camera e Senato, che sviscera ogni articolo del decreto come se dovessimo davvero capire qualcosa senza dover ricorrere a un avvocato.
PNRR M7 I17: l’arte della proroga senza fine
Ecco un’altra perla: la proroga per la presentazione delle richieste di ammissione al meccanismo M7 I17. La Struttura di Missione PNRR presso la Presidenza del Consiglio ha deciso, con la solita benevolenza, di spostare la scadenza alle 18:00 del 31 maggio 2026, così da far partecipare ancora più gente – magari qualche disperato ultimo minuto – a questo sportellino. Naturalmente, per non farsi mancare nulla, sono state aggiornate le Regole Operative e l’Avviso, perché quando si tratta di burocrazia, il divertimento è doppio.
Agrivoltaico: 800 milioni in più, per davvero questa volta?
Notizia fresca di rimodulazione: ben 800 milioni di euro in più per l’agrivoltaico, quella bella trovata che prevede pannelli fotovoltaici su capannoni agricoli, serre e stalle, senza consumare suolo agricolo. Giusto per mettere le cose in prospettiva, siamo passati da un modesto 1,5 miliardi a oltre 3,1 miliardi complessivi. Il Ministero dell’Agricoltura ha pure pubblicato il nuovo bando, con domande aperte dal 10 marzo al 9 aprile 2026. Il contributo? Un generoso 80% a fondo perduto, come dire: “Prendete e spendete, ma non troppo.” Con una platea stimata di 4.000-6.000 fortunati beneficiari, mentre il resto della nazione aspetta di capire cosa succede.
Le “Linee Guida” del MIT: un’epica saga della gestione digitale
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha reso pubbliche le sue “Linee Guida per la gestione informativa digitale” destinate alle stazioni appaltanti e agli enti concedenti. Tradotto, possiamo aspettarci un altro elogio all’informatizzazione che, si spera, risolva qualche secolo di inefficienza amministrativa. Mettiamoci comodi e vediamo come le grandi opere strategiche – che a novembre 2025 ammontavano a ben 522 miliardi, con un buon +8% – sapranno sopravvivere ai soliti equivoci di coperture finanziarie incomplete, rincari dei costi e tempi infiniti di realizzazione.
Il rapporto trifasico tra Camera dei Deputati, Cresme e Anac denota infatti qualche piccolo problema che non è affatto secondario: come finanziare tutto questo senza far saltare il banco? E soprattutto come fare perché quel capolavoro di scaffale chiamato “programma infrastrutturale” non diventi la solita babele delle attese infinite?
Giustizia civile: si accelera, ma si inciampa
Il PNRR anche qui gioca a fare il salvatore della patria. Nei primi sei mesi del 2025, diciamolo pure, i tempi per definire i procedimenti civili in Tribunali, Corti d’Appello e Cassazione si sono ridotti del 27,8% rispetto al 2019. Un progresso sì, ma decisamente lontano dal traguardo finale, soprattutto perché il primo grado sembra rallentare più di un eurodeputato in vacanza, mentre i gradi superiori galoppano.
Se pensate di fare causa a un “giudice di pace” o a un tribunale per minorenni, ahimè, siete fuori dai parametri dei target europei, quindi preparatevi a una lunga attesa, quella buona, in pieno stile italico.
Studentati, FAQ sul bando che fa sperare (ma non troppo)
Ultima perla: sono uscite le FAQ sul bando della Cassa Depositi e Prestiti in collaborazione con il Ministero dell’Università e della Ricerca. L’idea è semplice, anzi geniale: ampliare l’offerta di alloggi per studenti a canoni calmierati. Peccato che come sempre, tra promesse e quesiti, i chiarimenti non riescano a dissolvere del tutto i dubbi su come e quando realmente queste misure possano prendere corpo.
Insomma, tra proroghe, bandi, linee guida e rapporti vari, l’opera titanica del PNRR continua a tenerci incollati, come una soap opera a puntate infinite, alla speranza che stavolta i miliardi si traducano in fatti concreti e non in altri cavilli da controllare.



