Due geni del crimine nascondono cocaina in auto e finiscono puntualmente in manette

Due geni del crimine nascondono cocaina in auto e finiscono puntualmente in manette

Sembra proprio che sotto la plancia dell’abitacolo di un’auto si nascondesse un elegante deposito di cocaina, perfettamente confezionata e pronta per essere piazzata sul mercato. Ovviamente, la polizia di Stato non ha perso tempo e ha fatto scattare le manette per due giovani albanesi di 22 e 24 anni, protagonisti di questa brillante idea criminale nell’hinterland milanese, a Pioltello.

Da veri professionisti dello spaccio, sono stati accusati di detenzione ai fini di spaccio, una colpa che ormai appare quasi banale ma evidentemente non ha impedito loro di tentare la carriera da piccoli trafficanti.

La super indagine sull’auto viola

Gli agenti del commissariato Monforte Vittoria, in trincea da tempo, avevano puntato la loro lente d’ingrandimento su un’automobile viola – perché quando si tratta di mistero e traffici loschi, chiaramente, il colore dev’essere acceso. La svolta è arrivata quando una donna è salita a bordo, ha fatto la sua sporca faccenda con un pagamento digitale, e poi è scesa.

La signorina ha ammesso candidamente di aver comprato una dose di cocaina, mentre i due maschietti seduti davanti, evidentemente ignari del valore del denaro, sono stati trovati con ben 590 euro in contanti. Ecco a voi la moderna economia criminale: digitale per il cliente, cash per i venditori – pragmatico e nostalgico, uno stile vintage.

La cocaina nascosta nel giullare della plancia

Naturalmente, l’auto è finita sotto sequestro mentre i poliziotti, con lo sguardo da esperti cercatori di tesori, hanno scovato tre smartphone – perché senza tecnologia non si va da nessuna parte – e la chicca del nascondiglio: uno spazio nel cruscotto, attivabile da un sottile filo di metallo, con ben quattro contenitori contenenti 54 dosi di cocaina per un peso complessivo di circa 28 grammi. Una merce di pregio, degna della migliore logistica criminale.

Il regno della droga anche dentro casa

Non pensavate mica che si limitassero all’auto? No, nell’appartamento condiviso dai due signori è stata scoperta un’incantevole collezione di materiali per il negozio di quartiere dello spaccio. Quattro contenitori carichi di cocaina per un totale di circa 190 grammi, ben nascosti dentro un mobile del soggiorno.

Come se non bastasse, ben tre bilancini elettronici (perché precisione è tutto), 60 euro segnano il magro incasso in contanti, una termosaldatrice – rigorosamente per sigillare tutto con stile –, un’agenda con cifre e grammi, evidentemente la contabilità dettagliata della brillante carriera da pusher, numerose bustine trasparenti e persino un dosatore in metallo, l’accessorio di classe per distribuire la perla bianca.

Ecco il solito scenario: giovani giovani, con tanta voglia di fare, che reinventano il concetto di “lavoro da casa” con metodi che definire artigianali è un complimento. Un piccolo impero del narcotraffico che, per forza di cose, fa riflettere su come la fantasia criminale non conosca limiti e come le autorità continuino a far la parte dell’indomito guardiano.

Siamo SEMPRE qui ad ascoltarvi.

Vuoi segnalarci qualcosa? CONTATTACI.

Aspettiamo i vostri commenti sul GRUPPO DI TELEGRAM!