Milano si conferma capitale del caos: tram deragliato, ecco le immagini che non crederete vere

Milano si conferma capitale del caos: tram deragliato, ecco le immagini che non crederete vere

L’incidente della linea 9 del tram a Milano non passerà certo inosservato nella gloriosa storia della città. Non solo per la tragedia in sé – con due morti e ben 54 feriti (di cui, ovviamente, non si fa mai il nome per rispetto ma la curiosità dilaga) – ma soprattutto per l’impressionante quantità di foto e video immortalati da passanti, giornalisti, influencer improvvisati e spettatori da divano, invadendo senza pietà social, chat, telegiornali e giornali. Insomma, una vera e propria maratona mediatica sull’incidente che nessuno aveva richiesto ma di cui tutti non potevano fare a meno.

Il famoso video della dashcam: un capolavoro di casualità e sfortuna

Fra i vari video amatoriali che circolano, spicca quello ripreso dalla dashcam di un taxi che passa per via Veneto, a pochi passi da Porta Venezia, in direzione piazza della Repubblica. Il taxi si ferma al semaforo all’incrocio con via Lazzaretto proprio nel momento esatto in cui il tram decide di deragliare, librarsi di poco e schiantarsi contro la vetrina di un ristorante giapponese, miracolosamente vuoto a quell’ora. Il tempismo perfetto per assistere al disastro, da parte del tassista ossessionato dalla registrazione continua.

Rider, passanti e un vero colpo di fortuna

Le immagini sembrano un manuale di “Come rischiare la morte in città senza volerlo”: un rider fermo al semaforo, un uomo a piedi, un altro appena passato sull’incrocio… per un soffio non diventano involontari protagonisti di un remake tragicomico. Intanto, una folla di abitanti del quartiere, con coraggio e smartphone in mano, si precipita a prestare i primi soccorsi; chi chiama il 112, chi invece decide che è il momento giusto per immortalare l’orrore in diretta streaming, sempre col pensiero rivolto alla gloria sui social tastiera.

Bastioni di Porta Venezia: il teatro dell’assurdo

Non stupisce che lo scenario dello schianto si trovi sotto i possenti bastioni di Porta Venezia, nel cuore del quartiere, dove i giardini che congiungono le strade si trasformano in un anfiteatro naturale per curiosi e spettatori casuali. Persone che, durante le estenuanti fasi dei soccorsi, si affacciano incuriosite, come se assistessero a una performance di quel teatro dell’assurdo che è la gestione delle emergenze urbane.

In fin dei conti, quell’incrocio resta per tutti un sinonimo perfetto di come la casualità e l’imprevedibilità si mescolino all’inefficienza, al cinismo della cronaca moderna e all’incapacità – quasi sfrontata – di garantire la sicurezza in una città caotica ma perfettamente padroneggiata dall’anarchia metropolitana.

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