Un esperimento sociale raffinato, l’abuso sfacciato dell’hype e una spruzzata di critica sociale sottile come un uovo di struzzo: ecco come Fabio Boccuzzi ha conquistato Sanremo fingendo di essere una pop star. Ovviamente, tutto era un enorme bluff. Boccuzzi ha spiegato questo giochino: «Nel mondo della musica conta una sola cosa: essere in hype. Alla gente non interessa minimamente chi sei, vogliono semplicemente il selfie.»
Ecco la domanda che ha lanciato ai suoi follower: «Non sono nessuno, non sono nemmeno in gara, eppure tutti mi chiedono le foto?». È così che un giovane musicista di Pinerolo, noto sui social come @nonhassenso, ha trascorso una settimana a Sanremo facendosi trattare come una star del pop a tutti gli effetti, senza che nessuno si accorgesse del teatrino.
Il magico potere dell’hype durante Sanremo
Nella città dei fiori, nel momento sacro del Festival di Sanremo, l’hype vale più dell’oro e probabilmente più di una buona canzone. Boccuzzi ha deciso di cavalcare quest’onda dorata con un esperimento sociale degno di un documentario su Facebook. «Invece di lasciarci risucchiare nel vortex infernale degli ascolti che divora gli artisti emergenti – ha raccontato –, abbiamo pensato di sfruttare la situazione con un approccio brillante. Io e i miei amici abbiamo avuto l’idea geniale di dimostrare che conta solo l’immagine, più della musica o di una fama reale».
Vestiti, scagnozzi e selfie a go-go
Niente identità fake né trame da reality dell’ultima ora. Fabio Boccuzzi ha semplicemente costruito un’illusione di credibilità con un look studiato nei minimi dettagli, movenze sicure da divo e un’aria da vero protagonista. A far da contorno, una scenografia perfetta composta da amici che facevano i bodyguard e altri che, pronti a sostenere il gioco, chiedevano foto e autografi. Il tutto per verificare quanto sia banale scatenare l’istinto collettivo di riconoscimento, anche se sei solo un nessuno.
Chi se ne frega di chi sei davvero
La reazione del pubblico è stata immediata e quasi pigra: telefoni alzati come spade, ecco una valanga di selfie e piccoli gruppetti che hanno persino bloccato una strada del centro. «Mi ha colpito l’assurda facilità con cui tutto si è incastrato – ride Boccuzzi – Il primo giorno un’amica mi ha chiesto una foto, e subito dopo una signora ha fatto lo stesso, come se fosse contagioso. Ho capito quanto sia banale accendere questa macchina del riconoscimento sociale. Pensavo che ci sarebbero voluti giorni, invece è partito a razzo.»
Una scena quasi ridicola che vuole però lanciare un messaggio ben preciso: «Nel mondo della musica, conta soltanto una cosa: essere in hype. Alla gente non interessa davvero chi sei».
Come inventarsi una pop star senza alcuna fatica
L’idea è nata da un’intuizione apparentemente banale: «Due settimane fa mi sono reso conto che il mio album sarebbe uscito proprio durante Sanremo – racconta – stesso periodo, solita prima settimana di febbraio. Invece di subire passivamente questo evento, abbiamo deciso di girare la frittata con un esperimento che fosse sia divertente che significante.»
Il disco in questione si chiama «Super Pop» ed è, parola di Boccuzzi, «pop, sfacciatamente pop». Da questa descrizione parte la provocazione che regge tutto il gioco di ruolo: «Fingere di essere una popstar – spiega – è stato il motore dell’intero esperimento. Volevo far conoscere il disco divertendomi e allo stesso tempo facendomi notare. Missione compiuta?»
Da Pinerolo a Sanremo, la strada improbabile
Fabio Boccuzzi, venticinquenne di Pinerolo, si definisce «principalmente un cantante». Dopo una lunga parentesi da trombettista, ha deciso di surfare la moda della viralità social: «Ho iniziato un po’ per gioco su TikTok – confessa – pubblicando video che pensavo fossero poco più che passatempi. A sorpresa, qualcuno ha sfondato, e ho capito che potevo trasformare il canto in qualcosa di più serio di un semplice hobby.»
L’appello a Carlo Conti e il sogno di palcoscenici più grandi
Nel giorno della finale, Boccuzzi lancia un grido disperato all’indirizzo del celebre conduttore: vuole farsi notare da Carlo Conti e proporgli «una proposta che non potrà rifiutare».
Il musicista pinerolese dichiara:
«Posso anticipare un piccolo spoiler: se sono riuscito a fingermi una celebrità appena al limite del circuito televisivo e musicale italiano, perché non provare a simulare il ruolo di popstar all’interno di quel circuito?»
E così si apre la strada a ogni possibile bluff in questo scintillante mondo fatto di apparenze e selfie, dove la sostanza, evidentemente, è la prima a sparire dal palco.



