Inter va in missione umanitaria all’ospedale Niguarda perché i feriti di Crans-Montana meritano anche gli applausi degli sportivi

Inter va in missione umanitaria all’ospedale Niguarda perché i feriti di Crans-Montana meritano anche gli applausi degli sportivi

Che sorpresa irresistibile: l’Inter, sempre pronta a mettersi in mostra non solo sul campo, ha deciso di fare una capatina ai feriti dell’incendio di Crans Montana, ospiti d’onore del Centro grandi ustioni dell’ospedale Niguarda. A rappresentare la nobile società ci sono stati il presidente e CEO Giuseppe Marotta, i gloriosi calciatori Federico Dimarco e Nicolò Barella, le leggende Francesco Toldo e Giuseppe Bergomi, oltre al super responsabile medico dell’Area Medica nerazzurra, Piero Volpi. Roba da far emozionare, no?

Naturalmente, il club ha pensato bene di immortalare questo momento di pura solidarietà in un comunicato ufficiale, sempre all’altezza della situazione. Insieme hanno “portato un messaggio di vicinanza, sostegno e incoraggiamento”, perché niente dice “ci interessa davvero” come una visita ben organizzata e pontificata su carta intestata.

Insomma, Inter e famiglia nerazzurra hanno voluto testimoniare, manco fossero i campioni del mondo dell’empatia, la loro partecipazione “a un percorso di recupero complesso e impegnativo”. D’altronde, cosa sono poche ore in ospedale rispetto a un’intera stagione nerazzurra da raccontare?

Un applauso al personale che ‘fa il suo lavoro’

Ma la generosità non finisce qui, anzi: non poteva mancare il tradizionale ringraziamento ai veri eroi nascosti, cioè medici, infermieri e operatori sanitari. Quelli che ogni giorno, con “competenza, dedizione e straordinaria umanità”, si spaccano la schiena senza bisogno di farsi fotografare o celebrare in conferenze stampa.

Che carino vedere il club esprimere “vicinanza” e fare gli auguri di una “pronta e completa guarigione” a chi sta soffrendo, mentre i tifosi aspettano che la squadra guarisca dai suoi ultimi scivoloni in campionato. I paralleli sono quasi poetici sotto un certo punto di vista.

E così, mentre le telecamere si spengono e le luci della ribalta si abbassano, la FC Internazionale Milano si è concessa questa piccola passerella di umanità, dimostrando che anche nel calcio, a volte, si può far finta di essere un po’… umani.

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