Keir Starmer si prende una bella batosta: i Verdi gli strappano Gorton e Denton

Keir Starmer si prende una bella batosta: i Verdi gli strappano Gorton e Denton

Non c’è davvero niente di più rassicurante per un leader politico che subire una debacle elettorale in un collegio considerato una roccaforte del proprio partito da decenni, vero? Ecco a voi Keir Starmer, il supereroe della sinistra britannica, che riceve un’altra bella mazzata sulla sua leadership proprio mentre si godeva l’illusione di una tranquillità politica.

Infatti, nel collegio di Gorton e Denton, regione di Greater Manchester, il copione si è capovolto come una crêpe mal cucinata: la sinistra radical-chic dei Verdi, fino a ieri relegata a bestia nera elettorale, si aggiudica la vittoria con una percentuale sorprendente – quasi il 41% – grazie a Hannah Spencer, idraulica e stuccatrice di 34 anni, che si trasforma così nella quinta deputata verde a strappare uno scranno nei 650 del Parlamento britannico. Che trionfo!

Secondo classificato? Il partito di destra Reform UK, con un ben modesto 28,7%, seguito da un mesto e dimagrito Labour che si è dovuto accontentare del terzo posto con il 25,4%. Un rospo difficile da mandare giù per Starmer, che dopo aver piazzato un personaggio controverso come Peter Mandelson come ambasciatore negli Stati Uniti (nonostante le ombre sul suo passato accanto a Jeffrey Epstein), si trova ora a fare i conti con una fuga di talenti e l’emorragia di voti tra la propria base elettorale.

Le reazioni dei mercati non si fanno attendere. I rendimenti dei titoli di Stato inglesi, i celeberrimi gilts, schizzano in su come se la buona novella potesse tradursi in una qualche forma di concretezza economica. O forse è solo la spasmodica volontà degli investitori di non perdere assolutamente nulla nello spettacolo tragicomico della politica britannica.

Ma non è tutto: la novella deputata verde, nella sua gloriosa dichiarazione post-vittoria, ha deliziato la platea con perle di saggezza rivoluzionaria degne di un trattato di economia urbana: “Invece di lavorare per una vita dignitosa, stiamo solo riempiendo le tasche ai miliardari. Ci stanno dissanguando, e non credo sia poi così radicale o estremo pensare che lavorare sodo dovrebbe garantirti una vita decente.” Parole da Nobel, senza dubbio.

Non certo una novità che il Labour abbia perso terreno in un seggio che aveva conquistato con ben il 51% alle elezioni generali del 2024, quando Starmer aveva ucciso il duopolio conservatore dopo un decennio di regno. Ma attenzione: se il calo dei principali partiti continua, il panorama politico britannico potrebbe presto sembrare più il caos di un brunch domenicale che una procedura ordinata e coherente.

Un terremoto che mette in discussione il bipolarismo

John Curtice, un luminare della scienza politica alla Università di Strathclyde, ha avuto la gentilezza di mettere un po’ di chiarezza in questo marasma, spiegando che ormai i due partiti principali sono sotto un attacco senza precedenti: i Reform UK sfidano i conservatori da destra, con un nazionalismo e un conservatorismo sociale che diverte la fetta più retriva dell’elettorato, mentre i Verdi si piazzano come seria alternativa di sinistra, soprattutto per chi ha dimenticato come si fa politica tradizionale e preferisce un pensiero un tantino più libero e ambizioso.

“In Gran Bretagna si è sempre pensato che le elezioni si vincessero nel centro, nel moderato. Guardate un po’ cosa succede oggi: il centro è in frantumi,” ha aggiunto sarcastico Curtice durante un’intervista televisiva.

Un’inaspettata energia per i Verdi

E poi arriva il momento dell’entusiasmo da bar dello sport: Damian Lyons Lowe, amministratore delegato della società di sondaggi Survation, ha definito questa vittoria come “un vero e proprio boost energetico” per il partito verde, che finalmente può scacciare quella dannata accusa di “voto inutile” che da sempre lo perseguita. Quel “vote green and you just send the Tories in”, come si dice da quelle parti, sembra destinato a un mesto repentino tramonto.

L’illusione? No, più un pizzico di realtà: questa vittoria potrebbe infatti far lievitare il consenso verde alle prossime elezioni locali di maggio, dimostrando finalmente che la gente preferisce perdere tempo con chi promette cose concrete piuttosto che con i soliti dinosauri politici. Ma chissà, sarà un fuoco di paglia o finalmente la rivoluzione politico-ecologica di cui tutti parlano da anni?

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