Ah, la solidarietà, quel fantastico meccanismo che, a quanto pare, riesce ancora a far tremare qualche sfratto. Oggi, infatti, si sono svolti due presidi anti sfratto — giusto due chiacchiere per proteggere chi si ritrova per strada senza nemmeno un grazie. Le vittime? Inquilini di via Leoncavallo e via Rovereto, con la bellezza di cinque figli in mezzo a una bufera di ingiustizie.
La notizia dei rinvii, che sarebbe dovuta essere un clamoroso colpo di scena, è stata diligentemente diffusa dall’associazione Abitare in via Padova, che ha trovato il tempo di collaborare con sindacati come Sicet-Cisl e Unione inquilini, gli eroi non celebrati di queste saghe urbane.
Nel caso di via Leoncavallo, pare che un alloggio sia pure disponibile, ma, indovinate un po’? Manca la firma della famiglia sul contratto di locazione. Nulla di irreparabile, certo, ma già ottenerne un rinvio è passato come una vittoria da stadio. Magia della burocrazia, o il solito teatrino di chi dovrebbe fare giustizia e invece si limita a posporre il problema.
Il colpo di scena: l’ex che svende la casa senza dir nulla
Ma la vera storia da soap opera arriva da via Rovereto, dove la situazione si complica al massimo livello tragico-comico. L’ex marito della protagonista, dopo aver depositato le carte della separazione, ha pensato bene di vendere la casa — di sua proprietà, ovviamente — all’insaputa di sua moglie. Una trovata geniale per lasciare la donna e la sua prole di cinque figli a spasso, perché cosa importa la famiglia?
La donna e la figlia più grande hanno un lavoro, sì, ma con introiti più bassi delle aspettative di un milionario al casino. Insomma, affittare una nuova casa? Missione impossibile in un’epoca dove il costo della vita galoppa più veloce di qualsiasi morale umana.
Nel frattempo, ci tengono a precisare gli organizzatori, sono riusciti a ottenere un “lungo rinvio” fino a giugno: perché la soluzione, in fondo, è sempre quella di spostare la questione un altro po’, nella perfetta tradizione degli enti pubblici e delle istituzioni italiane.
Insomma, mentre l’ex marito svende case come fossero figurine e la burocrazia mette un tappo temporaneo al dramma, questa vicenda continua a farci riflettere — o forse no. Solo qualche applauso di circostanza a chi oggi si è mosso per quei rinvii, con la speranza, vana quanto un contratto firmato presto, che presto queste famiglie riescano davvero a trovare un tetto sotto cui dormire.



