Che fare a Milano dal 27 febbraio al 1° marzo? Beh, preparatevi: il primo weekend di marzo arriva carico di eventi imperdibili, o almeno così si spera, con qualcosa per tutti i gusti – dai più seri agli irrimediabilmente kitsch.
In cima alla lista scintillante c’è il glorioso Capodanno Cinese, con la solita sfilata del dragone all’Arco della Pace, prevista per domenica. Quest’anno si celebra l’inizio dell’anno del ‘Cavallo di Fuoco’, un’occasione d’oro per godersi rituali, spettacoli folkloristici e tanto folklore, specialmente in Paolo Sarpi e dintorni, ovvero la zona che ormai da anni sembra l’unico angolo di Milano dove succede qualcosa.
Per chi invece predilige arte e cultura – o più semplicemente vuole fare bella figura con gli amici intellettuali – c’è la “Domenica al Museo”. Un’idea nitida e geniale: aprire i musei gratis per farci scoprire quello che probabilmente già evitavamo con passione durante l’anno intero.
Allo Spirit de Milano, torna il Wunder Mrkt, mercatino vintage e del collezionismo che raccoglie circa 100 espositori da tutta Italia. Musica dal vivo a profusione domenica – perché niente dice “weekend culturale” come comprare cappelli e dischi usati.
Non si può non citare MuseoCity, la manifestazione sponsorizzata dal Comune di Milano che ha il merito di far sembrare che tutti i musei e istituzioni culturali aperti durante il weekend siano una straordinaria novità invece che una funzione basilare.
Cibo e vino: la polenta domina
Se vi annoiate con le solite offerte gourmet, puntate tutto sulla sagra della polenta a Segrate, un’epopea culinaria di tre giorni dedicata al piatto più versatile e immutabile della tradizione lombarda. Polenta in tutte le salse, perché si sa, la vita è più interessante con un piatto che ti fa venir voglia di mimetizzarti con un palo della luce.
Concerti e serate: varia umanità in azione
Non potrebbe mancare l’intramontabile ritorno di ‘Sanremo Culturale Urbano’, dove la satira, il gossip e i commenti live si mescolano con la guida – si fa per dire – delle drag queen La Wanda Gastrica e Peperita. Un’esperienza da non perdere, soprattutto se amate pensare che certi format nazionali non abbiano rivali in quanto a spettacolo surreale.
Al Magazzini sbarca di nuovo Carnage, il genio che pretende di rivoluzionare il mondo dell’house con un sound così unico e originale da sembrare tutto un déjà-vu, venerdì sera. E al Nuovo Anfiteatro Martesana si balla per 7 ore consecutive con il party “Sotterranea”, diviso tra acid house ed elettronica. A chi proprio non è bastata la notte in discoteca durante la settimana, un weekend così non può che essere il sogno della vita.
Eventi gratis: perché pagare se puoi entrare gratis?
Tra le perle della gratuità c’è il mercatino delle pulci all’Acquatica Park: più di 100 bancarelle di usato, vintage e artigianato locale, perché nulla dice “peak cultural” come acquistare cose trovate in cantina a prezzi esorbitanti.
I cultori delle Olimpiadi saranno gratificati dal Fan Village in Piazza del Cannone, una convivenza gratis di incroci tra sport, spettacolo, live streaming delle competizioni e cerimonie, celebrazioni coi campioni e laboratori esperienziali. Non manca nulla: almeno mille modi per perdere tempo invece di guardare le gare comodamente da casa.
Da non dimenticare l’Olimpic Boulevard, un percorso che sfiora i luoghi più iconici della città, da Parco Sempione a Piazza Duomo, fino all’Arco della Pace, dove si possono ammirare le case del Comitato Olimpico Nazionale e le installazioni luminose. Un must per chi ama passeggiare e farsi abbagliare dalle luci.
E per i più intellettuali, chiudiamo con The Prism Way, il percorso meditativo che ti permette di meditare (non si sa mai) in qualsiasi luogo, ma soprattutto nel The Prism Core Center, spazio permanente in Piazza Napoli 22. L’ingresso è gratuito, per un’esperienza che promette di elevare lo spirito, o almeno farvi sentire pazzi a costo zero. Prenotazione obbligatoria, ovviamente, perché la folla potrebbe rovinare il momento zen.
Incontri e manifestazioni: futuro e passato in una danza bizzarra
Questo weekend dedicato ai miracoli milanesi ospita anche Step FuturAbility District, un’oasi futuristica dove potersi sbizzarrire scoprendo quelle “professioni del futuro” di cui tutti parlano senza che nessuno sappia esattamente cosa siano. Da fare tutto il weekend, ovviamente.
Per gli amanti della cultura “immersiva”, c’è “You Are Verdi”: una combinazione di visita guidata nel centro storico di Milano e momenti di realtà virtuale, un viaggio nella Milano dell’Ottocento dedicato al buon vecchio Giuseppe Verdi. Passeggiare per strade “meno note” – perché quelle principali sono troppo mainstream – e scoprire la vera storia milanese, tutta da toccare, o almeno da camminare con una guida.
Per i più competitivi, infine, c’è Blacklight, il nuovo escape game cittadino: una gara a squadre dove il più sveglio a risolvere enigmi porta a casa la gloria (o almeno qualche applauso amico). Disponibile tutto il weekend, per chi non riesce a fare a meno di sentirsi Sherlock Holmes.
Mostre da (non) perdere
Tra le esposizioni più esclusive, spicca la retrospettiva fotografica “Elisabetta Catalano. Cinema, Moda e Performance”, dedicata a una delle figure meno dimenticabili del panorama artistico italiano, per chi vuole dimostrare di avere un certo gusto raffinato o almeno essere in grado di parlare di qualcosa di “colto” al bar.
Milano si fregia ancora una volta del titolo di capitale culturale, offrendo una settimana ricca di eventi che vanno dall’arte alla neve, passando per installazioni fantasmagoriche e teatrini emo-didattici. Per chi crede che il weekend sia fatto solo per oziare, ecco una sfilza di appuntamenti per dimostrare che l’impegno culturale può (e deve) essere estenuante.
Per i nostalgici della fotografia vintage, alla Galleria Catalano (che non è una caffetteria hipster, ma una superba galleria d’arte) è possibile ammirare le opere di alcune delle più importanti fotografe italiane in attività dagli anni Sessanta, una vera festa per chi ama gli scatti che raccontano un’Italia che non c’è più. E sì, tutto il weekend, così potete sfiancarvi per bene.
Se invece i pixel vi stancano e preferite i vecchi pennelli, a Palazzo Reale continua la mostra ‘I Macchiaioli’, un tuffo nell’Ottocento italiano tra tele di artisti che hanno rivoluzionato l’arte nostrana come Fattori, Lega e Signorini. Il tocco in più? Oltre 100 opere provenienti da musei che, evidentemente, non sapevano dove metterle altrove. Anche qui, tutto il weekend, per chi non ha altro da fare.
Per quelli che amano combinare arte e freddo, al Mudec “Il senso della neve” apre un nuovo capitolo dedicato alle Olimpiadi Invernali, trasformando questo elemento bianco e ormai noioso in un pretesto per riflettere su cambiamenti climatici, culture montane e altri temi “profondi”. Ovviamente, l’esperienza dura tutto il weekend, così da garantirvi ipotermia culturale a suon di installazioni.
Se invece siete convinti che la tecnologia potrà salvarci, allo Spazio Ventura prosegue ‘Claude Monet: The Immersive Experience’. Per chi non ha mai visto un quadro in vita propria, questa mostra digitale permette di tuffarsi (letteralmente o quasi) nelle pennellate impressioniste più oniriche del grande maestro. Immersione totale consigliata per chi vuole giustificare il possesso del biglietto spendendo qualche euro in più.
Nel cuore pulsante di Milano, poi, è in corso la nuova edizione di Space Dreamers, evento che si vanta di arricchirsi di una fantasmagorica installazione chiamata Space Lab. Qui, ogni visitatore, anche chi non conosce neanche l’alfabeto latinico, diventa un astronauta interstellare protagonista di un viaggio tra stelle, pianeti e probabilmente la fila in biglietteria. E indovinate? Sì, dura tutto il weekend, così avete tempo di prepararvi psicologicamente.
Chi non ha voglia di freddo e vuole emozionarsi? Benvenuto a teatro
Per chi pensa che l’arte debba essere anche un po’ ossessione e crisi, allo Studio Teatro Arcimboldi si ripete ‘Next To Normal’, una produzione che si autoproclama “punto di rottura” nel panorama del teatro musicale contemporaneo. Tradotto: un musical che parla di tematiche forti, depressione, famiglia e tutto quel repertorio che regala il giusto mix di disagio e napalm emotivo.
Ci teniamo a sottolineare che, per chi avesse ancora dubbi, è tassativamente vietato portare il cellulare in sala. Perché? Perché lo spettatore deve abbandonare ogni filtro digitale e immergersi totalmente nello spettacolo, come se fosse un’esperienza mistica o una terapia di gruppo con costumi appariscenti. D’altronde, chi ha bisogno della realtà quando si può essere distrutti artisticamente in totale privacy?



