Le telecamere di sicurezza dell’University of Nebraska, precisamente nella scintillante metropoli di Omaha, hanno catturato un momento che definire “surreale” è quasi un eufemismo. La scena immortalata mostra l’asfalto cedere sotto il peso dell’ineluttabile caos urbano proprio all’incrocio tra 67th e Pacific Street. Quando si pensa che nulla di straordinario possa più sorprendere in una giornata qualunque, ecco che una voragine decide di aprirsi come se fosse la bocca di un mostro affamato, inghiottendo non una, ma ben due automobili – ferme come modelle al semaforo, ignare del loro destino imminente.
Naturalmente, in un twist che lascia tutti quasi senza fiato, nessuno degli occupanti dei veicoli è stato ferito. Che fortuna, vero? È sempre bello sapere che le profondità della terra a volte sono più “clementi” di quanto lo sia la sicurezza stradale. Da lì a poco, il video ha fatto il giro del globo digitale, accaparrandosi la fama che soltanto un disastro urbano virale può garantire.
La voragine: un ospite inatteso al semaforo
Pare che questa nuova attrazione turistica naturale si sia presentata senza alcun preavviso, perché si sa, nulla incanta di più i residenti di una città americana come veder sprofondare l’asfalto sotto le loro ruote, specialmente in un punto così trafficato. Sicuramente, gli ingegneri civili e le autorità locali si staranno già prodigando nel cercare di capire se il problema sia dovuto a una tubatura rotta, ai fantasmi di qualche infrastruttura abbandonata o semplicemente a un capriccio della natura (o meglio, della manutenzione, tanto per essere realistici).
Nel frattempo, i passanti e gli automobilisti hanno potuto ammirare uno spettacolo degno delle migliori produzioni Hollywoodiane, anche se questa volta il blocco urbano non è stato creato da effetti speciali, ma da un’apertura spontanea dell’asfalto con tanto di effetti sonori dal vivo.
La sicurezza stradale al tempo dei social
Non stupisce il fatto che il video sia diventato virale in poche ore. Il mondo moderno sembra ormai prediligere i disastri stradali come nuova forma di intrattenimento. La domanda è: quanto bisognerà aspettare prima che questi buchi nell’asfalto vengano definitivamente classificati come “installazioni artistiche contemporanee”? Con la frequenza con cui capitano, sarebbe quasi possibile organizzarci dei tour guidati.
E intanto, in qualche ufficio, tra caffè freddo e pile di scartoffie, qualche funzionario si appresta a spiegare – con la calma di chi sta per appendere il telefono e non risponde più – che tutto quanto è stato “parte di un imprevisto imponderabile”. Nel frattempo, il prossimo semaforo è lì, a pochi metri, modestamente in attesa che l’asfalto decida se crollare o no.



