Michele Bravi è tornato sul palco dell’Ariston, perché a quanto pare il Festival di Sanremo è la chiave magica per entrare nella casa e nei cuori di tutti gli italiani. Un grazie a chi ancora crede che un evento canoro possa avere un impatto così universale. “Sono contento di essere a Sanremo, il Festival ti dà modo di entrare nella casa di tutti gli italiani”, ci tiene a ricordarci il nostro eroe musicale con una modestia degna del migliore dell’anno.
Il nostro Michele dichiara di aver ereditato un pessimiso contagioso dalla nonna, ma sorpresa: quest’anno la sua anima è stranamente positiva. Se ve lo chiedevate, no, non è qui per cantare melodie strappalacrime. Al contrario, ci rassicura con la sua ironia da cantautore:
“Mica ho un pezzo triste? Chi mi ha detto di aver pianto dopo averlo ascoltato… ma io credo sia uno dei miei brani più felici. Nella mia testa è tipo il carnevale di Rio.”
Ecco, perché mai immaginare un carnevale triste? Evidentemente per Michele la gioia brasiliana scorre copiosa tra le note, anche se il titolo “Prima o poi” suona comunque a mezza sfumatura di dramma esistenziale. Ma che importa, basta avvolgere tutto in un’aura di illusionismo ottimista e la critica esplode in applausi.
Insomma, tra l’ambizione di entrare nel salotto di ogni italiano e un brano che gira nell’atmosfera del carnevale più colorato del mondo, Michele Bravi sa come riscaldare i cuori… o quantomeno tentare di tenere alta la temperatura dell’evento musicale più atteso dell’anno. Sarà un Festival di gioia, di malinconia mascherata e di aspettative forse troppo alte, ma sicuramente di scena. Ci si rivede all’Ariston, pronti a scoprire se davvero il pessimismo della nonna è stato spazzato via dal samba mentale di Michele.



