Regole facili facili per le piccole aziende mid-cap: perché complicarsi la vita?

Regole facili facili per le piccole aziende mid-cap: perché complicarsi la vita?

Che cosa significa questa creatura metà piccola metà media? Naturalmente, l’Europa ha fissato criteri ben precisi: meno di 1.000 dipendenti, un fatturato fino a 200 milioni di euro o un patrimonio netto fino a 172 milioni. Non è che ci si accontenti di poco, ma si prende in prestito il meglio dagli annunci della Commissione Europea, che aveva proposto addirittura limiti più “modesti” di 750 dipendenti e 150 milioni di fatturato. Ovviamente, saranno tutti parametri da rivedere ciclicamente ogni cinque anni, perché quando si tratta di aggiornare regole si sfida pure la noia cronica dell’Unione. E con grande magnanimità, il Parlamento tiene alto il vessillo del “think small first”, cioè “prima pensa in piccolo”, come se fosse un mantra che può salvare dal caos normativo.

Un GDPR più leggero ma non troppo

Nel magico mondo della nuova normativa sulla protezione dati, le SMC godranno di esenzioni estese dalla faticosa burocrazia del GDPR, ma solo quando il trattamento dati non è “ad alto rischio”. Ovviamente, se si tratta di dati sensibili – tipo quelli biometrici, o sulla razza, religione, opinioni politiche, salute o condanne – niente sconti per nessuno, perché la privacy resta un bene sacro, altrimenti finirebbero per esserci troppi privilegi. Certo, fa sorridere vedere tutta questa attenzione sparire appena non si parla di dati tosti.

Accesso ai mercati con il trolley più leggero

Il mondo delle finanze sale sul ring con una versione più snella della direttiva MiFID, quella che regola i mercati finanziari. Le SMC potranno così godere di un accesso più facile ai mercati dedicati alla crescita delle PMI, con obblighi di trasparenza più flessibili per il prospetto informativo, grazie anche all’ultima regolamentazione sul prospetto aggiornato. In pratica, meno scartoffie, più soldi che arrivano, se sei all’interno di questi piani fenomenali. Qualcuno chiamerebbe questo un tentativo disperato di attirare capitali senza altri intoppi burocratici. L’SME Growth Market, per i non addetti, è proprio quel simpatico “facilitatore” di raccolta capitale su misura di impresa piccola-media che fa credere di alleggerire la vita agli aspiranti giganti economici.

Batterie e gas F: semplificazioni da favola

Passiamo alle batterie, altro campo minato normativo dove l’Europa, in un impeto di modernità, decide di estendere alle SMC il privilegio già goduto dalle PMI sull’obbligo di aggiornare e pubblicare le politiche di due diligence. Quanto spesso? Meno del previsto: ogni cinque anni o quando c’è “un cambiamento significativo”. Secondo la Commissione, bastava ogni tre anni, ma ci hanno ascoltato e il compromesso è dolce e lento come un buon vino. Per i gas fluorurati, quei tanto pericolosi gas F che fanno tremare l’ambiente più di un temporale di protezione dati, la proposta è di snellire l’obbligo di registrazione solo per casi davvero importanti (oltre una soglia di emissione). Insomma, addio a registrazioni inutili per scatoloni piccoli e medi, giusto un piccolo favore per non far impazzire le imprese con troppe scartoffie.

Supporto alle infrastrutture critiche

Anche le infrastrutture critiche non vogliono essere da meno: l’UE sa che certi enti SMC sono particolarmente delicati e quindi, attenzione, dovranno essere sostenuti dagli Stati membri per rispettare gli obblighi di resilienza. Naturalmente non si tratta di assistenzialismo vero, ma di “agevolazioni” e “facilitazioni” che suonano bene nelle comunicazioni ufficiali. Per finire, la difesa commerciale, quello strano meccanismo per difendere le imprese europee. Anche qui, le SMC – ovvero le medie imprese con ambizioni di grandezza – avranno una strada più liscia per accedere a strumenti di protezione oltre che le PMI.

Un’origine tutta italiana (ma europea, ovviamente)

L’idea delle SMC non è nata dal nulla, ma direttamente dai celebri rapporti di Draghi sulla competitività europea e di Letta sulla futura vita del mercato unico. Grandi pensatori, grandi consigli, e soprattutto grande voglia di complicare un po’ la vita con nuove definizioni, nuove soglie e nuovi obblighi… ehm, esenzioni. L’ultima trovata fa parte del famoso quarto pacchetto “Omnibus” di semplificazione targato 2025, perché tossire un po’ di norme ogni tanto è un passatempo molto serio a Bruxelles.

E adesso? Il teatrino continua

I vari comitati economici, per le libertà civili e ambientali, hanno approvato questa nuova miniera di burocrazia alleggerita a strati con voti largamente favorevoli, giusto poche anime solitarie contrarie a ricordarci che la semplicità non si inventa con qualche numero su una scheda. Dopo la benedizione del Parlamento europeo in seduta plenaria, prevista per marzo, inizieranno i balletti della trattativa con il Consiglio, perché il vero spettacolo delle norme UE è fatta di compromessi, sputi e insulti dietro le quinte.

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