Sanremo parte col botto e il tonfo: la prima serata che nessuno dimenticherà (video)

Sanremo parte col botto e il tonfo: la prima serata che nessuno dimenticherà (video)

Non proprio una serata da incorniciare quella con cui è partita la 76ª edizione del Festival di Sanremo. Come sempre, ha preso il ritmo – oh, grazie al cielo, con Carlo Conti al timone non si rischiano tempi morti – ma tra qualche sprazzo di interesse e il livello mediocri delle canzoni, l’impressione generale è stata quella di una competizione che non ha saputo decollare né regalare qualche scintilla degna di nota. Insomma, tra alti e bassi così modesti si fa fatica a trovare un vero e proprio motivo per entusiasmarci o disperarci.

Dall’uso più che discutibile dell’intelligenza artificiale, passando per l’ovvio tributo a Pippo Baudo e Peppe Vessicchio, fino ai look che ridevano di gusto al buon senso, senza dimenticare l’invidiabile capacità scenica di Laura Pausini, vi presentiamo una lista imperdibile di chi è stato un flop e chi, seppur con qualche difficoltà, si è salvato nella serata inaugurale.

Top e flop, perché accontentarsi?

Innanzitutto, nella lista dei “top”, bisogna riconoscere che Laura Pausini ha avuto una presenza sul palco quasi da diva della prima fascia, un po’ come se Sanremo fosse il suo salotto di casa. Peccato che poca sia stata la qualità delle canzoni in gara, che tra melodie svogliate e testi da brivido, ci hanno riportato a un’epoca in cui il valore artistico sembrava meno negoziabile.

Ora, sul fronte “flop”, come non citare la sceneggiata – perché di questo si tratta – dell’intelligenza artificiale? Quel guizzo tecnologico che doveva rivoluzionare la musica e lo spettacolo qui si è trasformato nel solito espediente pomposo e inutile, più teatro che innovazione. Una scelta che fa sorridere, se non piangere, per come cerca di cavalcare l’onda del progresso senza averne la minima comprensione.

Il doveroso, quasi obbligatorio, omaggio agli storici conduttori Pippo Baudo e Peppe Vessicchio è servito più a riempire spazio e ottenere qualche applauso nostalgico che a dare reale sostanza alla serata. Un po’ come ricordare i fasti del passato per nascondere l’incapacità di tessere un presente degno di nota.

E che dire dei look? Un carosello di abiti stravaganti che, a voler essere gentili, hanno avuto il sapore di un carnevale fuori stagione. Inevitabilmente parte del copione di Sanremo, perché senza esagerazioni di cattivo gusto non sarebbe Sanremo stesso. La tragedia fashion è dunque servita, a scapito di un gusto ormai perso chissà dove.

In sintesi, questa prima serata si è rivelata una ricetta ben nota: ritmo sì, qualità no. Un festival più impegnato a bissare formule collaudate che a osare. Dove il passato viene omaggiato con riverenza, la tecnologia diventa farsa e la musica resta per lo più un sottofondo. Un inizio di kermesse che convince solo chi ama crogiolarsi nella mediocrità mascherata da spettacolo.

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