Un applauso caloroso all’Inter, che riesce a uscire dalla Champions League con una maestria da antologia. Dopo aver perso 3-1 in Norvegia contro il Bodo Glimt, i nerazzurri hanno pensato bene di aggiungere un’altra sconfitta in casa per un totale di un brillante 5-2 complessivo. Insomma, un vero capolavoro di incapacità tattica e di errori da dimenticare.
La partita di ritorno si è trasformata in una commedia degli orrori a partire dal 13’ del secondo tempo, quando Akanji ha avuto quel famoso “lampo di genio” sbagliando un disimpegno da manuale. Quel disastro ha spalancato un’autostrada al vantaggio norvegese, con Hauge che non si è fatto pregare: dopo il tentativo di Blomberg e una respinta di Sommer, ha depositato la palla nella porta ormai deserta. Insomma, a detta loro, un “capolavoro svedese” di precisione e tempismo. Un vero incubo per chi credeva che nelle coppe si vedessero solo grandi squadre.
Ma l’orgoglio scandinavo non si è fermato nemmeno lì: al 27’ un perfetto diagonale di Evjen, servito come sempre dal solito dinamico Hauge, ha trasformato il punteggio in un eloquente 2-0. I tifosi dell’Inter avranno pensato che forse era il caso di arrendersi, ma l’obiettivo “masochista” era chiaro, e al 31’ Bastoni ha appena avuto il tempo di accorciare le distanze con un gol che sapeva più di gesto di cortesia che di reale tentativo di rimonta.
Peccato che fosse troppo tardi, troppo poco e soprattutto troppo poco credibile per riaprire qualche discorso qualificazione. Ormai il sogno Champions si era trasformato in un film horror con un finale già scritto: l’eliminazione dell’Inter a opera di una squadra norvegese che, diciamolo pure, ha giocato un calcio più efficace, più intelligente e soprattutto senza regali da fare agli avversari.
Inutile girarci intorno: la stagione europea nerazzurra 2024 si chiude in modo imbarazzante, con un bagaglio di errori, ingenuità e un livello di attenzione talmente basso da far rimpiangere persino le prestazioni meno gloriose degli anni passati. Ora, la domanda sorge spontanea: ci ritroveremo di nuovo a fare figuracce o qualcuno inizierà a prendere sul serio la parola “competitività”?



