Chieri piange il piccolo di 5 mesi: una caduta dalle braccia materne che nessuno avrebbe mai immaginato

Chieri piange il piccolo di 5 mesi: una caduta dalle braccia materne che nessuno avrebbe mai immaginato

Dopo due giorni di una lenta agonia degna di un dramma shakespeariano, il piccolo di appena 5 mesi, precipitato in condizioni disperate nella sua casa di Pessione, frazione di Chieri, ha deciso di andarsene. Poco dopo le 22 di sera, i medici del Regina Margherita hanno dovuto inchinarsi di fronte all’inevitabile. Traumi cranici, toracici e addominali di proporzioni talmente imponenti che qualsiasi tentativo di salvataggio si è rivelato inutile, nemmeno la più eroica delle rianimazioni ha fatto il miracolo.

Quando i soccorritori sono arrivati sabato pomeriggio, il piccolo era già in arresto cardiocircolatorio – ovvero bello e morto o quasi – ma non si sono persi d’animo e hanno lanciato una rincorsa disperata alla vita: massaggio cardiaco, trasporto in ambulanza, un secondo intervento di rianimazione lungo il tragitto. Una scena che sembra uscita da un film tragico.

Naturalmente, come da copione, gli inquirenti – i carabinieri di Chieri guidati dalla Procura – indagano sul misfatto, quasi potesse risolversi così facilmente questa tragedia domestica. La mamma del povero bimbo, una donna di 40 anni, ha fornito la sua versione: un classico “malore” improvviso, quel girovagare della testa che ti fa perdere la stabilità e – voilà! – il piccolo scivola dalle sue braccia e si schianta giù dalle scale.

La donna ha ricostruito la scena con dovizia di dettagli strazianti: “Dopo pranzo sono salita al piano superiore per riposare accanto al piccolo che dormiva, nonostante un forte mal di testa che già avevo da stamattina. Appena si è svegliato, l’ho preso in braccio e stavo scendendo le scale per preparargli il latte, quando all’improvviso un malore mi ha colta di sorpresa e mi sono accasciata”.

Qui si apre la tragedia in tutto il suo splendore: “A quel punto il bimbo mi è sfuggito di mano e ha fatto il suo spettacolare volo giù per le scale, per poi schiantarsi sul pavimento”. Da cinepanettone dell’orrore, ma senza risate di sottofondo.

Va sottolineato il tocco da sceneggiatura, con la madre sola in casa con due figli, mentre il papà era fuori. Quando ha capito che la situazione era diventata drammatica, ha chiamato i soccorsi: “Mio figlio non respira più”. Un grido disperato, una richiesta d’aiuto che però è quasi suonata più come un epitaffio.

Al loro arrivo, la donna appariva confusa, chiaramente sotto shock, mentre il bimbo era praticamente in condizioni terminali. In arresto cardiocircolatorio, ha ricevuto il massaggio cardiaco dal medico intervenuto, che è riuscito a riportarlo in vita il tempo necessario per un altro viaggio in ambulanza verso il Regina Margherita. Sempre durante il percorso, un secondo arresto del piccolo, ancora un disperato tentativo di rianimazione.

Arrivato al pronto soccorso in condizioni catastrofiche, il piccolo è stato sottoposto a cure estreme, ma l’esito era già scritto: questa sera ha chiuso gli occhi per sempre.

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