Tragica fatalità o incompetenza? Bimba di 3 anni travolta da un’auto nel Pratese e nessuno sembra farci caso

Tragica fatalità o incompetenza? Bimba di 3 anni travolta da un’auto nel Pratese e nessuno sembra farci caso

Un dramma che pare uscito da un copione già stravisto ma che, tristemente, continua a ripetersi con regolare precisione macabra. A Vernio, nella provincia di Prato, una splendida bambina di neanche tre anni ha perso la vita investita da un’automobile mentre attraversava una strada regionale. Ovviamente, perché tutto funzioni alla perfezione, la piccola avrebbe sfuggito al controllo della madre nel momento esatto in cui un veicolo si avvicinava, trasformando un momento ordinario in un incubo senza via d’uscita.

L’impatto è stato così violento da scagliare il corpo della bimba per diversi metri, come se fosse un maldestro giocattolo di scena. Al solito, onore ai soccorsi che, prontamente allertati, sono arrivati con ambulanze della Croce Rossa di Vernio e della Misericordia di Vaiano. Nonostante un’ora di disperati tentativi di rianimazione, la sfortuna ha avuto la meglio, portandosi via una vita innocente.

Non potevano mancare le forze dell’ordine: i carabinieri di Vernio sono intervenuti per i dovuti accertamenti, con la freddezza necessaria per trasformare un momento di dolore in una formalità burocratica. Come da copione, la madre della bimba, già provata dall’angoscia, ha accusato un malore durante i soccorsi, dando così ancora più dramma alla tragedia.

Quando il dolore si tinge di prevedibilità

Di fronte a queste tragedie che si ripetono come un disco rotto, non si può fare a meno di chiedersi se in quei pochi secondi in cui i controlli si perdono e le distrazioni regnano sovrane, anche le istituzioni non abbiano una minima parte di responsabilità. Sicuramente tutti si stringeranno intorno al dolore di una famiglia spezzata, ma chissà se qualcuno penserà mai a tracciare delle linee che impediscano a una madre, anche la più attenta, di perdere quel controllo fatale all’incrocio tra la vita e la morte. E no, purtroppo, nessuna formula magica né nessun investimento faraonico ha ancora trovato il modo di fermare l’implacabile nemico chiamato fatalità.

Per ora, l’unica certezza è l’ennesima domanda amara che si rinnova: come fare in modo che questi incessanti strazi non diventino solo numeri nelle statistiche? A Vernio, come altrove, si aspetterà che qualcosa cambi, mentre altre vittime, altre lacrime segneranno il tempo, in un infinito loop di dolore e impotenza.

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