Il programma e gli orari che nessuno ha mai capito ma tutti fanno finta di seguire

Il programma e gli orari che nessuno ha mai capito ma tutti fanno finta di seguire
Milano Cortina 2026, quei due giorni dove qualcuno ha deciso che assegnare l’oro a chi schiaccia un disco su un ghiaccio o spinge uno slittino sembra la cosa più importante della vita. Le ultime sfide regalano emozioni da stadio, o almeno così ci tengono a ricordarci.

In un tripudio di sci di fondo, ghiaccio e curling, si rinnovano quelle sane rivalità che fanno capire quanto la politica sportiva e l’arte di distruggere fondi pubblici abbiano raggiunto livelli d’alta sinfonia. La giornata inizia con le donne che affrontano 50 km di tecnica classica mass start tra i fiordi del tesoro… pardon, al Tesero Cross-Country Skiing Stadium, alle 10 del mattino, perché nulla è più emozionante di lunghe ore di fatica estrema prima del colazione.

Segue alle 11.05 lo scontro per la medaglia d’oro nel curling femminile, quell’antico sport olimpico che sembra un incrocio tra una partita a bocce e una seduta massaggiante per il ghiaccio, al Cortina Curling Olympic Stadium. Un evento sicuramente fondamentale per la storia dell’umanità, e per chi ha ancora voglia dopo l’ennesima scivolata sulla superficie più levigata d’Europa.

Alle 12.15 il gelo si fa più intenso al Cortina Sliding Centre con la prova del bob a quattro uomini. Quel piccolo bolide di ghiaccio che sfreccia a velocità talmente alte da far perdere il senso della realtà – o forse solo per distrarsi da quanto si sia speso per organizzare tutto questo.

Per il gran finale, alle 14.10 si disputa la partita per la medaglia d’oro di hockey maschile, rigorosamente al freddo della Milano Santa Giulia Ice Hockey Arena. Ecco l’apoteosi: uomini che rincorrono un disco su una pista di ghiaccio, uno spettacolo che sicuramente farà saltare dalla sedia gli appassionati, oltre a far svenire i contribuenti che sfamano tutto il circo.

L’epopea delle medaglie: un’odissea in ghiaccio e spreco

Se si volesse sintetizzare in poche parole il senso profondo di questa kermesse, si potrebbe dire così: tante luci, grandi spese e la rincorsa febbrile all’oro come se dipendesse dal destino del pianeta. Invece di interrogarsi sull’utilità a lungo termine di tali eventi, si preferisce godersi quel magico momento in cui una pallina di ghiaccio rotola esattamente verso il perimetro giusto, se non prima di un attacco di panico collettivo per la prossima spesa pubblica.

Non c’è dubbio: le Olimpiadi di Milano Cortina 2026 resteranno negli annali – e possibilmente nei bilanci da saldare – come l’ennesima parola raffinata da annunciare al telegiornale per distrarre l’opinione pubblica dai veri problemi. Ma per ora, almeno, si può brindare alla vittoria di chi ha saputo scivolare e lanciare più forte una pietra levigata su quel miracolo chiamato ghiaccio.

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