Finale di hockey Usa-Canada e Trump a Milano: la commedia dell’assurdo continua

Finale di hockey Usa-Canada e Trump a Milano: la commedia dell’assurdo continua

Ed eccoci qui, come da copione già scritto: la finale maschile di hockey su ghiaccio alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 promette di regalarci il solito, scontato, duello da film in bianco e nero. E chi sennò se non i mitici Stati Uniti e il Canada? Il classico intramontabile, la saga che non stanca mai.

Appuntamento fissato per domenica 22 febbraio, ore 14.10, all’Arena Santa Giulia di Milano, con ben 18.000 spettatori pronti a godersi lo spettacolo. Gli americani hanno abbattuto la resistenza della Slovacchia con un roboante 6-2 in semifinale: firma indelebile sui tabellini di marcatori di Dylan Larkin, doppietta di Tage Thompson, altre due reti di Jack Hughes e una di Jack Eichel. Insomma, un grazie ai Jack di turno.

Dall’altra parte, il Canada si è sbarazzato della temibile Finlandia per 3-2, grazie a un golletto decisivo di Nathan MacKinnon in powerplay, perché la suspance fa sempre più effetto se si spreca qualche minuto in inferiorità numerica.

Per chi tra voi è nostalgico o si dimentica in fretta, l’ultima finale olimpica maschile tra questi due colossi risale niente meno che al 2010. Nel frattempo, per non far mancare nulla, la nazionale femminile statunitense ha appena sfornato l’ennesima medaglia d’oro battendo il Canada con un rocambolesco 2-1. Insomma, un remake senza fine: è come se fosse già scritto nel DNA di queste due nazioni l’arte di far soffrire e far gioire gli appassionati di hockey a ritmo serrato.

Ma la vera ciliegina sulla torta – come se ne avessimo bisogno – è la notizia bomba del momento: il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, potrebbe fare il glamour internazionale e spiccare il volo verso Milano per assistere di persona alla partita. Ovviamente, con atterraggio in grande stile a bordo dell’iconico Air Force One (con qualche dubbio se sceglierà il tranquillo Linate o un altro aeroporto meno scomodo).

La scaletta prevede una sua presenza all’Arena Santa Giulia e, perché no, qualche brindisi alla cerimonia di chiusura a Verona, per non farci mancare neanche un pizzico di teatro all’italiana in questa Olimpiade che già da sola sembra una fiction ben scritta (o quasi).

Tra miracoli e retorica: il sogno sdolcinato degli Stati Uniti

Per i più romantici del ghiaccio, la vera storia da raccontare è la smodata e agguerrita ricerca del primo oro maschile degli USA dopo ben 46 anni di digiuno. Sì, lo so, roba da far venire la tristezza anche ai più duri. Quel famoso “Miracle on Ice” del 1980 sembra ormai il titolo di un film cult, in cui i poveri americani, sfavoriti contro il gigante URSS, riuscirono a fare il colpaccio più inatteso della storia.

Oggi, a distanza di decadi e di enormi progressi tecnologici e sportivi, sulla carta a farla da padrone è sempre il Canada, fortissimo come sempre, ma non abbastanza per contenere la vana speranza americana di rifare la magia. Guardate che tenerezza: lo stesso copione, gli stessi drammi, la stessa rincorsa al lieto fine.