Crisi Sinner: altro flop a Doha, Mensik gli ruba la scena in semifinale

Crisi Sinner: altro flop a Doha, Mensik gli ruba la scena in semifinale

Secondo torneo e, ovviamente, seconda delusione stagionale per Jannik Sinner, che si arrende già ai quarti di Doha contro il ventenne ceco Jakub Mensik, numero 16 del mondo, con un inesorabile 7-6, 2-6, 6-3. Dopo l’eroica sconfitta in semifinale a Melbourne contro il mitico Nokia umano Novak Djokovic, ecco arrivare la batosta a sorpresa da un giovane talento ceco al suo esordio assoluto contro Jannik. Insomma, niente finale tra i primissimi: quel sogno si è già sfumato come neve al sole.

Jakub Mensik ha esibito un primo set quasi da divinità del tennis, sfoderando un servizio mostruoso e tenendo ogni scambio da fondo come se fosse una passeggiata al parco. Sorprendentemente, ha puntellato una prestazione per nulla da debutto da favola, conquistando il tie-break con l’aria del predestinato, strappando quel set in 7-6 e lasciando sconsolato “la Volpe” a contare le proprie lacrime.

Jannik, affannato e stremato, ha tentato due o tre smorzate da scemenza assoluta per liberarsi dagli scambi, segnali lampanti di uno stato fisico tutt’altro che ottimale. L’inizio del secondo set è sembrato un sequel del disastro, con un rischio break quasi immediato. Poi, con la maestria di un sosia di Mr. Bean, Mensik ha perso quota, autodistruggendosi con una caduta libera di quattro giochi consecutivi e regalando a Sinner un 6-2 inaspettato condita da doppi falli da manuale degli orrori.

Ah, ma la felicità è durata poco: nel terzo set Jannik ha ceduto il servizio al primo gioco, annaspando senza più il coraggio di rialzarsi contro un Mensik rinvigorito e pronto a completare la frittata. La serata qatarina, con quel 70% di umidità torbida degna di una sauna, non ha resistito alla sua forma precaria. Questo secondo turno perso così presto non si vedeva da quando un Bublik qualunque lo aveva demolito ad Halle la scorsa estate.

Il vento gelido dell’est è parso influire anche sull’altro quarto, dove Carlos Alcaraz ha strappato una vittoria sofferta contro le bordate del russo Karen Khachanov. Dopo aver perso un set per 6-7, El Niño ha mostrato il suo miglior repertorio nei momenti decisivi, piegando Khachanov con un 6-4, 6-3 e una litigata con l’arbitro che ha del meraviglioso da teatro dell’assurdo. Proprio ciò che è mancato a Sinner quest’anno: quella marcia in più quando conta davvero.

Ora Jakub Mensik dovrà vedersela con il francese Arthur Fils, rientrato dopo sei mesi di stop per infortunio e fresco vincitore del ceco Jiri Lehecka in due set identici da 6-3, 6-3. Per il giovane fenomeno spagnolo Alcaraz, invece, il prossimo ostacolo è il campione in carica Andrey Rublev, numero 18 al mondo e semifinalista dopo aver liquidato con un sacco di stile Stefanos Tsitsipas per 6-3, 7-6.

Nel torneo di doppio, altro capitolo amarissimo per l’Italia: Simone Bolelli e Andrea Vavassori si sono dovuti inchinare ancora una volta al duo dei gemelli del terrore finlandese-britannico, Harri Heliovaara e Henry Patten. Un tabù infrangibile: gli unici capaci di batterli, per ben due volte di fila. Già successo a gennaio ad Adelaide, e prima ancora alle Finals di Torino, sempre in semifinale. Questa volta il copione è stato il medesimo in Qatar, con il 7-5, 6-4 inflitto ai nostri che ormai sembrano condannati a fare da sparring partner senza speranza.

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