Il genio della sicurezza pubblica bloccato dopo aver fatto il terrore a Cascina Colombara, Saronno

Il genio della sicurezza pubblica bloccato dopo aver fatto il terrore a Cascina Colombara, Saronno

È stato finalmente preso il famigerato protagonista di questa tragicommedia locale: un giovanotto di 25 anni, originario del Benin, che da mesi terrorizzava allegramente gli abitanti della povera zona di Saronno, precisamente nella pittoresca Cascina Colombara. Il nostro eroe viveva in una baracca di fortuna, dove ha dato libero sfogo a tutta la sua innata aggressività, tra cui spicca una memorabile testata a una donna e una serie di minacce brandendo un’ascia come se fosse l’ultima moda estiva delle armi improprie. Non contento, è stato protagonista anche di danneggiamenti vari e altri episodi a dir poco gradevoli.

Ovviamente, l’intervento delle forze dell’ordine è stato rapido e decisissimo: la polizia locale ha provveduto allo sgombero della baracca, un gesto che avrebbe dovuto risolvere il problema, se solo il nostro protagonista avesse accettato di starsene tranquillo. Purtroppo, non è così: con la grinta e l’ostinazione di un novello Robin Hood, il buon ragazzo si è trasferito a poche centinaia di metri, trovando rifugio in un capannone abbandonato, da cui continuava a terrorizzare i poveri cittadini con la sua inquietante presenza.

La cosa più esilarante? Si tratta di un richiedente asilo, quindi, udite udite, non può essere espulso! Questo spettacolare dettaglio legale rende impossibile cacciarlo fuori dal Paese, regalando a tutti noi lo spettacolo di un problema irrisolvibile “all’italiana”.

Nel prosieguo della saga, sono arrivati i carabinieri, che in un’operazione da manuale hanno sequestrato un arsenale di armi a sua disposizione, probabilmente così vario e ricercato da far impallidire qualsiasi collezionista di oggetti proibiti.

La vicenda ha persino fatto il salto sul piccolo schermo, con la trasmissione “Fuori dal Coro” condotta da Mario Giordano, che ha deciso di dare a questo dramma sociale la risonanza che merita, ovvero tutta quella quantità di attenzione che si può dare a un caso destinato a riempire pagine e segmenti di notiziari senza davvero cambiare nulla.

Alla fine, mercoledì pomeriggio, è arrivato il momento tanto atteso: i carabinieri, con un tempismo da Oscar, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, ordinatagli dal Tribunale di Busto Arsizio, dove questa mestizia burocratica si è conclusa con l’arresto formale del nostro ingombrante ospite. L’uomo è stato condotto in carcere, chiudendo così il cerchio di una storia che insegna molto su quanto possa essere notoriamente difficile affrontare certe situazioni nella nostra tanto celebrata giustizia.

Non poteva mancare l’intervento politico di rito: il deputato milanese di Fratelli d’Italia, Riccardo De Corato, ha approfittato del caso per annunciare un’interrogazione parlamentare, segno che l’arte del politichese è viva e vegeta e che non si perde mai occasione per ribadire quanto questa triste vicenda sia diventata terreno fertile per la retorica e il populismo.

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