Se c’è un settore che sembra non conoscere crisi, quello è sicuramente quello della difesa, specialmente se parliamo del glorioso BAE Systems. Nel 2025, questa fucina britannica di armamenti ha ricevuto ordini da capogiro, e lo sguardo è già rivolto a un futuro di crescita sfrenata, spalleggiata da una spesa globale per la sicurezza che sembra non volersi fermare. Non stupisce quindi che le azioni del colosso britannico abbiano fatto un balzo del 3,6% mercoledì, dopo la pubblicazione di un bilancio annuale che racconta di un incremento delle vendite del 10% su base annua, toccando quota £30,7 miliardi (circa 41,7 miliardi di dollari). Roba che manco la produzione di biscotti durante una guerra mondiale.
Il risultato? Un utile operativo in crescita del 9%, pari a £2,93 miliardi, con ricavi che salgono dell’8% raggiungendo £28,3 miliardi. Questa cifra astronomica è supportata da un portafoglio ordini che ha superato i £83,6 miliardi, segnando un incremento di £5,8 miliardi rispetto al 2024. Insomma, una valanga di soldi che fa sembrare i bilanci di tanti Stati ridicoli in confronto. E mentre il mondo si arma come se non ci fosse un domani, BAE si prepara a cavalcare l’onda di quella che il CEO Charles Woodburn ha magistralmente definito “una nuova era di spesa per la difesa”, alimentata da “sfide di sicurezza in costante escalation”.
Prevedo vendite in aumento dal 7 al 9% nel 2026, accompagnate da un flusso di cassa libero cumulativo tra il 2026 e il 2028 che dovrebbe superare la bellezza di £6 miliardi. Per la serie: spendete pure pure, l’industria della difesa che vi sostiene lo farà con piacere. E BAE non si lascia certo sfuggire l’occasione di proclamarci il proprio indiscusso dominio.
Charles Woodburn ha dichiarato:
“Siamo perfettamente posizionati per fornire sia sistemi convenzionali avanzati che tecnologie dirompenti necessari per proteggere le nazioni che serviamo, oggi come in futuro. Con un portafoglio ordini record e continui investimenti per migliorare agilità, efficienza e capacità, siamo fiduciosi di poter mantenere questa traiettoria di crescita nei prossimi anni.”
E come dargli torto? Le azioni di BAE Systems hanno già guadagnato il 22,6% dall’inizio dell’anno e più del 57% negli ultimi 12 mesi. Numeri da capogiro per chi ha sempre nutrito un qualche dubbio sul business delle armi, che evidentemente vola alto quando il resto dell’economia fa storie.
Accordi milionari e ordini che non finiscono mai
Nel 2025, BAE Systems ha incassato ordini per £36,8 miliardi. Tra le perle di questa sfilza da record spicca un contratto da £4,6 miliardi tra il Regno Unito e la Turchia per la fornitura di 20 caccia Typhoon e un pacchetto di armi correlato – perché se un aereo da guerra può fare da solo, è meglio che sia ben armato. Poi c’è l’accordo da £10 miliardi con la Norvegia per le fregate Type 26, così da garantire che anche i mari più freddi siano ben presidiati a colpi di tecnologia made in Britain.
Ma non finisce qui: il colosso ha strappato anche un contratto da 1,2 miliardi di dollari con la U.S. Space Force per fornire capacità di tracciamento missilistico spaziale e altre attrezzature satellitari, perché se il mondo si fa sempre più pericoloso, anche l’universo va armato fino ai denti. Insomma, il business non conosce confini e BAE sembra avere il monopoli su ‘come proteggere il mondo’ con un arsenale che cresce ogni minuto.
Verso un’Europa armata e sovrana (nel senso di produttore di armi)
Non sorprende, vista la situazione, che gli analisti di Bernstein abbiano incoronato BAE Systems come una delle quattro aziende europee fondamentali per la tanto discussa spinta verso una sovranità militare continentale. Tradotto: l’Europa ha deciso che i soldi spesi per armi devono restare in casa, abbandonando la piacevole abitudine di rivolgersi agli Stati Uniti per tutto l’armamentario.
Nella rincorsa alla “grandezza militare” e all’indipendenza, aziende come BAE stanno raccogliendo i frutti di una strategia politica tanto ambiziosa quanto, francamente, ipocrita: più sicurezza, più spese, più tensioni internazionali e, soprattutto, un mercato dell’industria bellica che ringrazia e prospera alle spalle di un mondo che sembra non imparare mai dai propri errori.
In definitiva, le cifre parlano chiaro e senza pietà: bastano tensioni geopolitiche, alleanze traballanti e qualche incidente diplomatico per scatenare una folle corsa al riarmo. E BAE Systems è lì, pronta a incassare ogni singolo penny con un sorriso beffardo che sa di vittoria incontrastata.



