Business school italiane, Bocconi esclusa dalla top 100 mentre Polimi fa faville: il miracolo che nessuno si aspettava

Business school italiane, Bocconi esclusa dalla top 100 mentre Polimi fa faville: il miracolo che nessuno si aspettava

Una clamorosa assenza ha fatto parlare di sé: la Sda Bocconi School of Management manca nel recente report del Financial Times sulle migliori business school mondiali. Un bel salto nel buio, se consideriamo che solo dodici mesi fa questa istituzione milanese si era piazzata al quarto posto, non proprio un risultato da poco per l’orgoglio nazionale.

Eppure, niente dramma educativo o perdita di prestigio, solo una scusa tutta tecnica. Pare infatti che la Bocconi sia stata “esclusa” dal ranking non perché i suoi corsi abbiano subito un tracollo o il corpo docente abbia deciso di prendersi una vacanza permanente, ma semplicemente perché il numero minimo di ex studenti che hanno risposto ai questionari del Financial Times non è stato raggiunto. Insomma, basta poca partecipazione per far sprofondare in un anonimato temporaneo un colosso accademico.

La situazione delle università italiane nel ranking non è certo rassicurante né coraggiosa. Da un lato abbiamo due sole università italiane che si avventurano nella Top 100 global: in 22ª posizione spicca la Escp Business School di Torino, granitica e addirittura in crescita rispetto all’anno scorso. Dall’altro, nei bassifondi, precisamente al 90° posto, si ritrova la Polimi Graduate School of Management, ovvero la business school del Politecnico di Milano, che fa capolino nel ranking dopo essersene presa una pausa non richiesta nello scorso anno.

Parlando proprio della scuola di management del Politecnico di Milano, essa rientra nel ranking dopo il suo blackout nel 2025. Nel 2024 era 97esima, quindi tutto sommato un leggero balzo in avanti. Davvero sorprendenti (o forse no) sono poi i punteggi incoraggianti riguardanti la sostenibilità ambientale e la soddisfazione degli studenti, parametri ormai immancabili nella valutazione accademica ma anche in quella della nostra paziente pazienza verso la scuola pubblica e privata.

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