Milano. La Juve ha finalmente detto basta. «Non si può fare una cosa del genere, non si può proprio!» urla Giorgio Chiellini all’ingresso del tunnel che conduce agli spogliatoi durante l’intervallo, rivolgendosi al povero arbitro Federico La Penna. Evidentemente, la decisione di espellere Kalulu è la goccia che fa traboccare il vaso della rabbia bianconera. Parliamo di un errore macroscopico, nel match più seguito del campionato a livello mondiale, capace di sovvertire non solo un derby d’Italia ma forse un’intera stagione: da questa sconfitta potrebbe dipendere la corsa Champions della Juve, mentre da questa vittoria potrebbe partire lo scudetto dell’Inter. Il faccia a faccia tra Chiellini e La Penna è solo la punta dell’iceberg: pochi attimi prima, l’amministratore delegato bianconero Damien Comolli era stato letteralmente sbattuto via da Luciano Spalletti, incapace di trattenere la sua frustrazione e di contenere un plateale «Hai falsato la partita» rivolto al direttore di gara.
Non ci si sorprenda se in cima al podio dello spettacolo indesiderato c’è proprio Federico La Penna, proveniente dalla sezione di Roma 1, ormai noto più per le leggerezze che per la coerenza tecnica. L’episodio incriminato è una svista clamorosa con una conseguenza decisiva, resa ancora più grottesca da un regolamento comatoso che nega ogni forma di correzione tramite Var in caso di espulsione per somma di ammonizioni. Ebbene sì, il protocollo è rimasto fossilizzato nella preistoria e non ammette alcuna “reti di salvataggio” se in ballo c’è un doppio giallo e non un rosso diretto. Ergo, anche di fronte al più evidente degli errori, dal quartier generale di Lissone arriva puntuale il rifiuto di cancellare la papera arbitrale. Un’autentica chicca di incoerenza che ha appena fatto esplodere la rabbia della Juve, reduce da un altro torto appena una settimana fa quando le fu negato un rigore evidente al difensore Cabal contro la Lazio, a risultato ancora bloccato sullo 0-0. Con buona pace del fair play e della logica sportiva.
La Juve furiosa e le contraddizioni del Var
Il trionfo dell’assurdo: Inter segna al 90’, grazie a una partita decisamente alterata dall’espulsione inesistente di Kalulu. Se mai ce ne fosse stato bisogno, la Juve si ritrova oggi a una settimana da un finale di stagione che, caso mai, sarà circondato dalle polemiche più che dai meriti sportivi. «Probabilmente cambieranno il protocollo Var, perché altrimenti non si può più continuare così», sbotta Chiellini con quella pazienza che ha lasciato evidentemente posto a un’insopportabile esasperazione. La sua denuncia è un concentrato di realtà: «Non è accettabile che ciò accada in una partita di questa portata. Non è accettabile l’assenza di un livello arbitrale adeguato, si susseguono episodi clamorosi ogni settimana, almeno un club si lamenta sempre di qualcuno che si fa male da solo o della denuncia di qualche errore plateale. Abbiamo giocato a fare i bravi, li abbiamo pure aiutati, ma a un certo punto il gioco è finito».
Damien Comolli getta benzina sul fuoco e rompe finalmente il muro del silenzio che ha avvolto la società bianconera nel corso degli anni. La sua sintesi non lascia troppo spazio a dubbi o diplomatiche ambiguità: «È imbarazzante assistere a questo spettacolo. Ci guarda tutto il mondo e non si può accettare un’infinità di ingiustizie come queste. Devo chiedere scusa ai nostri tifosi perché stasera non abbiamo potuto nemmeno giocare a calcio. Abbiamo perso 3 punti, ma a perderli veramente è il calcio italiano, che ormai è una barzelletta.»
Sì, questa volta la Juve ha deciso di non restare zitta, e a chi sarà interessato a questo grido disperato ricordiamo che a decidere il destino sportivo di campionati e finali non dovrebbero essere gli errori arbitrali ma il gioco sul campo. Ma a giudicare dall’andazzo, siamo ben lontani da questa favola.



