Il Milan vince a Pisa ma solo grazie a un Modric in formato leggendario, perché quando serve… nessuno batte gli stranieri

Il Milan vince a Pisa ma solo grazie a un Modric in formato leggendario, perché quando serve… nessuno batte gli stranieri

Alla fine, il Milan riesce a portare a casa tre punti, ma niente drammi: contro il fanalino di coda Pisa sudano sette camicie per mantenersi aggrappati alla scia dell’Inter e continuare a sognare quello scudetto tanto rincorso quanto incerto. Il salvatore della patria? Un’invenzione personale di Modric, che nel finale trafigge la difesa pisana con una giocata da fuoriclasse, regalando la vittoria a una squadra che, se fosse stata un film, sarebbe quella che si salva per miracolo, o quasi.

Il Pisa si presenta in campo vestito di nero totale, un’edizione limitata e scenografica che farà sicuramente invidia agli appassionati di moda calcistica, ma che non riesce a infondere il coraggio necessario per evitare la sconfitta. Il team toscano, nonostante tutto, non demerita, ma le speranze di salvezza si assottigliano più velocemente di una promessa elettorale.

Nel frattempo, il mister del Milan, Allegri, decide di fare un po’ di turnover in vista di una settimana da brividi: tre partite in sette giorni, mica roba per principianti. Il nuovo allenatore del Pisa, Oscar Hiljemark, invece si trova in una situazione ancor più tragicomica, dovendo rinunciare ai portieri titolari infortunati e schierare il terzo portiere, Nicolas, che fino ad allora aveva raccolto esattamente zero minuti. In panchina c’è pure il giovanissimo Guizzo, appena quindicenne, a testimoniare un’amara mancanza di scelte.

Il Milan fa fuori Leao, Pulisic e Fulkrug, puntando su Loftus-Cheek e Nkunku. Primo tempo? Zero emozioni o quasi, fatta eccezione per una timida occasione del Pisa al 29′, quando un passaggio filtrante smarca Stojlkovic in area, ma arriva puntuale la risposta del gigante Maignan. Poi ci pensa il Milan a mettere la prima seria paura agli avversari con un cross perfetto di Athekame e la testa di Loftus-Cheek, che insacca senza fatica. Fine del primo tempo, applausi e zero emozioni aggiuntive.

Nel secondo tempo, il Milan parte forte, ma la festa dura poco: un gol di Rabiot viene annullato per un fallo di mano di Fulkrug, proprio lui, ultimo arrivato rinchiuso in un ruolo da comparsa. E non finisce qui: nove minuti dopo, il tedesco si prende la scena con un rigore da sbagliare obbligatoriamente, colpendo la traversa e lasciando l’audience a bocca asciutta.

Da lì in poi il Milan si dimentica di esserci, spegnendo la luce, mentre Fulkrug scompare fino al momento in cui Allegri, con magnanimità degna di una soap opera, lo sostituisce. La squadra rimane in dieci al novantesimo dopo che Rabiot, già ammonito per un fallo da manuale dell’anticalcio, viene spedito sotto la doccia per aver discusso più del dovuto.

Il Pisa, fortunato nel trovargli spazio, ci prova col solito piglio, ma senza furore, ottenendo un meritato pareggio a metà secondo tempo con Loyola. Allegri, prima che la situazione degeneri completamente, decide di rivoluzionare la squadra: fuori Fofana e Loftus-Cheek, dentro Ricci e Leao. Poco dopo spazio anche per Pulisic, che manda in campo nuova speranza, almeno sulla carta.

A otto minuti dal termine, Fulkrug spreca un assist d’oro regalato da Ricci – un capolavoro che un attaccante vero non può permettersi di fallire. Menomale che ci pensa il mago Modric, con un’azione da premio Nobel per la pazienza e la precisione, a infilare un destro chirurgico all’angolino, firmando quello che si può definire più un miracolo che un gol.

Il finale è un assalto disperato del Pisa, che però non riesce a minacciare sul serio la retroguardia rossonera. Le ultime preoccupazioni per Allegri si concentrano sul doppio giallo rifilato a Rabiot in pochi secondi, una sorta di regalo anticipato per un equivoco che ha preso i toni di una tragedia greca.

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