Taylor Swift contro il governo Usa per difendere il suo regno Swift Home: scontro epocale o solo una sceneggiata?

Taylor Swift contro il governo Usa per difendere il suo regno Swift Home: scontro epocale o solo una sceneggiata?

Taylor Swift ha deciso di scendere in tribunale con tutta la cautela di un uragano per fermare una società di biancheria per la casa, la Cathay Home Inc., che osava tentare di registrare il marchio “Swift Home” negli Stati Uniti. Perché a quanto pare, nulla dev’essere lasciato al caso quando si parla del suo brand – anche se si tratta di lenzuola o asciugamani.

La querelle è esplosa tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, perché evidentemente una cantante tanto amata non può certo rischiare che qualcuno confonda una trapunta con una sua sponsorizzazione. Cathay Home Inc., azienda tessile con sede a New York, ha pensato bene di rivendicare il diritto di utilizzare “Swift Home” per la sua linea di biancheria: lenzuola, cuscini, coperte e asciugamani, roba che insomma potresti trovare nel negozio sotto casa, ma con un marchio praticamente gemello a quello della pop star.

Non proprio l’idea del secolo, se pensiamo che la società di Taylor Swift, la TAS Rights Management LLC, ha immediatamente fatto scattare la mossa legale, implorando l’USPTO (Ufficio Brevetti e Marchi degli Stati Uniti) di bloccare tutto. E giustamente, perché la parola “Swift” non è un nome comune da queste parti, soprattutto quando viene usata con un font che ricorda disperatamente la firma in corsivo di Taylor nei suoi gadget ufficiali.

La entrare in gioco è stata diabolica: la società di Cathay Home sostiene di aver già registrato il marchio e di venderne i prodotti tramite i principali rivenditori, come se bastasse questa onorificenza per sorvolare tranquillamente sulle querele. Ma no, Taylor Swift ci tiene che i suoi fan non si ritrovino con un sacco di federe autenticate a caso e senza la sua firma.

Quando il marchio vale più della musica

Questa saga legale non è altro che un capitolo di una più ampia battaglia personale (e commerciale) di Taylor Swift per blindare il proprio nome e brand, estendendo la protezione da classiche categorie musicali a tessili per la casa, abbigliamento e tutta la vasta galassia di prodotti a lei collegati. Del resto, con un patrimonio netto che si aggira oltre il miliardo di dollari, c’è poco spazio per errori, confusione o associazioni discutibili.

Non basta più essere una delle icone musicali più influenti e di successo del XXI secolo. Bisogna letteralmente metterci il marchio sopra: oltre 300 registrazioni tra nomi, iniziali, titoli di album e testi sono state il suo scudo, armatura e cavallo di battaglia per vivere in un mondo dove niente è più sicuro di un nome registrato.

Già, perché in un’epoca in cui ogni minima sfumatura di brand viene difesa come fosse un tesoro nazionale, Taylor Swift dimostra come il vero concerto avvenga dietro le quinte legali, molto lontano dai riflettori e dai fan adoranti.

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