Mercedes affondata dai dazi: profitti del 2025 crollano a più della metà, ma nessuno sembra farci caso

Mercedes affondata dai dazi: profitti del 2025 crollano a più della metà, ma nessuno sembra farci caso

Ah, la gloriosa stella a tre punte di Mercedes-Benz, che ruota imperterrita su un edificio di una concessionaria come a volerci ricordare che, sì, una volta erano il simbolo del lusso e della performance tedesca. Ma attenzione, perché il 2025 è stato l’anno in cui anche i colossi possono inciampare con stile, cadendo rovinosamente in un abisso di profitti dimezzati e qualche tariffa spiacevole a fare da condimento.

La tanto decantata casa automobilistica di Francoforte ha infatti annunciato che l’utile operativo annuale si è ridotto a 5,8 miliardi di euro, un netto calo del 57% rispetto all’anno precedente. Perfino gli analisti, così ottimisti da sembrare veggenti, avevano previsto un 6,6 miliardi di euro e sono rimasti con un bel pugno di mosche in mano. Tra le cause illustri del tracollo, oltre alla famosa “intensa concorrenza cinese” che ormai fa tremare le fondamenta delle industrie europee, spiccano venti contrari legati al cambio valuta e un salasso da un miliardo di euro imputato solo alle spese legate ai dazi.

Ola Källenius, chairman del consiglio di gestione di Mercedes-Benz Group, ha raccontato la favola ufficiale:

“In un mercato dinamico, i nostri risultati finanziari sono rimasti all’interno delle previsioni, grazie al nostro acuto focus su efficienza, velocità e flessibilità.”

Intrigante, vero? Senza dubbio uno sforzo quasi eroico, soprattutto se si considera che i giganti dell’auto in Europa si trovano a combattere battaglie su più fronti: i costi di produzione alle stelle, interruzioni nelle catene di fornitura, pressioni regolamentari e la transizione, per nulla indolore, verso l’elettrico, quella mitica chimera che dovrebbe salvare l’ambiente e i loro bilanci.

Nel frattempo, il titolo Mercedes-Benz in Borsa a Monaco ha perso circa l’1% nel pomeriggio, cercando di non far troppo rumore dopo una mattinata da brividi, e accumula un inquietante -7% da inizio anno. Un dettaglio trascurabile, certo, se si pensa al lusso di avere ancora una stellina da mostrare.

Cosa ci aspetta nel futuro prossimo? Evviva le riduzioni di costi!

Con un pragmatismo da manuale, Mercedes-Benz Group dichiara che il 2026 sarà l’anno delle grandi sforbiciate ai costi, accompagnate da un caleidoscopio di novità prodotto degne di un carnevale industriale. Obiettivo dichiarato: un ritorno sulla vendita rettificato, pardon, “adjusted return on sales”, per le auto Mercedes-Benz compreso tra il 3% e il 5%, un passo indietro rispetto al brillante 5% di crescita segnalato nel 2025. Chiaro, non si può sempre ballare sulla luna.

Quanto al giro d’affari, si prevede di mantenere stabile la situazione, aggirandosi intorno ai 132,2 miliardi di euro dell’anno passato. Poi, per dare un colpo di scena da suspense, la società prevede un utile prima di interessi e tasse (“EBIT” per gli amici) “significativamente superiore” a quello del 2025. Una confidenza interessante, soprattutto se si aggiunge il fatto che il flusso di cassa libero del business industriale sarà “leggermente inferiore” ai 5,4 miliardi dell’anno precedente.

In sintesi, Mercedes-Benz sta cercando di rincorrere un equilibrio su una corda tesa, mentre intorno la concorrenza cinese e le incertezze globali la fanno da padrone. Ma tranquilli, la stella continua a girare, forse più per abitudine che per reale luminosità.

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