Ivrea e la sua sfida al limite della pazienza: la battaglia delle arance come non ve l’hanno mai raccontata

Ivrea e la sua sfida al limite della pazienza: la battaglia delle arance come non ve l’hanno mai raccontata
Ivrea. Da sabato sera alle 21, possiamo godere del grande evento della presentazione della Vezzosa Mugnaia, direttamente dal balcone del palazzo civico, fino al magnifico scoppio della celeberrima Battaglia delle Arance, che si ripeterà trionfalmente per ben tre giorni di fila: domenica, lunedì e martedì a partire dalle 14.

Naturalmente, come ogni anno, l’afflusso di pubblico sarà da record. Due numeri emblematici su tutti dimostrano l’incarnazione di questa follia aranciosa: ben novemila aranceri armati solo di piedi e 1165 corazzati sui carri da getto, pronti a scatenare la guerra fruttata. E perché mai, ci si chiede? Per scagliare un impressionante quantitativo di ottomilacinquecento quintali di arance nel giro di tre giorni. Da non perdere, vero?

Se proprio siete degli irriducibili della tradizione, domenica 15 è “la giornata” e l’unica occasione in cui si paga l’ingresso: 15 euro per gli adulti. E fin qui, niente di strano. Ma ovviamente, gratuitezza totale per i residenti, i disabili e i minori di 12 anni – perché risparmiare su alcuni è un gesto di grande solidarietà, mentre i turisti devono sobbarcarsi il costo. I biglietti? Si possono acquistare online, si sa: perché niente dice “festività popolare” come la prevendita digitale.

Per regolare la marea umana, la città si veste di sei portentose porte d’ingresso, pronte ad accogliere orde di aranceri e spettatori: Porta Torino per chi arriva da sud e dalla stazione ferroviaria; Porta Miniere per quei fortunati provenienti dal Canavese occidentale o sbarcati dall’autostrada A5; Porta Garibaldi, il biglietto di benvenuto per chi sogna di essere arrivato da Aosta lungo la statale 26; Porta Circonvallazione, il punto d’accesso per chi giunge da nord; Porta Vercelli, la scorciatoia preferita degli esterni; e infine, Porta Mulini, varco sacro per chi arriva da sud.

Non mancano le comodità, come l’area camper piazzata in piazza del Mercato (per i veri invasati del carnevale) e un sistema di parcheggi da manuale: consigliato lasciare l’auto prima di avvicinarsi alla zona centrale, rigorosamente transennata a mò di fortezza impenetrabile. Quindi scelta obbligata tra zona stadio, cimitero, tribunali, via delle Miniere, via Torino e compagnia bella.

Il Distintivo della Libertà: il Berretto Frigio e Altre Regole da Non Dimenticare

Durante la battaglia – perché di battaglia si tratta, anche se rigorosamente a base di agrumi – ci sono regole d’oro da seguire per evitare di trasformarsi in bersagli ambulanti. Il piacere della sopravvivenza in questo festival del lancio di frutta è garantito dall’uso obbligatorio del celeberrimo Berretto Frigio. Ah, simbolo di libertà e fratellanza, ovviamente! Niente di meglio per dimostrare il proprio tifo estremo alla rivolta e, al contempo, garantirsi l’immunità sotto forma di “gettate gentili e moderate” di arance lasciate passare solo ai fortunati portatori del cappello.

Consiglio spassionato: abbandonate occhiali e gadget vari, tenete gli occhi ben aperti e, per favore, proteggete il viso alzando un braccio (diventerà il vostro scudo personale). Scarpe antiscivolo? Assolutamente obbligatorie, a meno che non vi piaccia cadere nel fango di casa vostra.

Divieto pronunciato di attraversare il corteo storico e, soprattutto, per favore mantenete rispettosa distanza dai cavalli. Mai pensare di piantarsi dietro o vicino a quei giganti, anche se parlassero con gli occhi dolci. Il cocchio della Mugnaia? Tabù assoluto. Infine, non ignorate i segnali delle vie di fuga: il meraviglioso piano sicurezza pensa proprio a gestire la folla in modo che nessuno resti soffocato dalla buona volontà di lanciare arance.

La Coreografia della Guerra: I “Teatri” della Battaglia Della Battaglia Delle Arance

Quest’anno il copione cambia un poco: nuova ambientazione per i temibili Diavoli, che lasciano piazza del Rondolino in favore di piazza Freguglia, precisamente dove già operano i Credendari. Di conseguenza, piazza del Rondolino resta territorio esclusivo di Mercenari e Pantere. Non è finita qui: piazza Ottinetti vedrà la lotta tra Scacchi e Arduini, mentre in piazza di Città si fronteggiano in un duello senza esclusione di colpi Picche e Morte. Come sempre, il pittoresco Borghetto ospita gli indomiti Tuchini.

Il Rifugio per Animi Stanchi: Il Villaggio Arancio

Per chi invece preferisse prendersi una pausa dal fragore e dalla frenesia arancione, c’è il prezioso “Villaggio Arancio”. Un angolo di pace e ristoro situato nei giardini pubblici, lungo corso Botta e in piazza Freguglia, aperto dal giovedì 12 a martedì 17, ovviamente senza vincoli o regole esilaranti di guerra.

Il Villaggio, un’oasi dedicata ai visitatori più saggi, offre di tutto: dal negozio ufficiale dello Storico Carnevale di Ivrea a stand gastronomici stracolmi delle migliori specialità locali. E per chi ne avesse abbastanza di arance volanti, ecco il RistoArancia, una tensostruttura riscaldata, perché non c’è niente di meglio che ordinare una buona porzione di relax infallibile in mezzo a una guerra di agrumi.

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