Economia del Regno Unito tira avanti con un misero 0,1% nel quarto trimestre: applausi finti e speranze vere sepolte

Economia del Regno Unito tira avanti con un misero 0,1% nel quarto trimestre: applausi finti e speranze vere sepolte
Regno Unito è riuscita a crescere uno scintillante, sorprendente 0,1% nel quarto trimestre. Sorprendente perché era attesa almeno una crescita del doppio, 0,2%, secondo gli economisti a caccia di numeri più felici. A quanto pare, l’ottimismo va bene solo per i sondaggi, non per la produzione reale.

Se poi guardiamo mese per mese, la crescita di dicembre è stata anch’essa un magro 0,1%, un calo rispetto allo 0,2% del mese prima, che peraltro era stato rivisto al ribasso da uno sfortunato 0,3%. Nel frattempo, la sterlina si poltrisce ferma a $1,3624, probabilmente mestamente consapevole di non muovere praticamente nulla dopo questi dati.

Liz McKeown, direttrice delle statistiche economiche per l’Office for National Statistics, ci regala un capolavoro di sintesi: il settore dei servizi, che normalmente dovrebbe tenere su il paese, non si muove di un millimetro, mentre l’industria manifatturiera tenta, vanamente, di salvare la baracca. E il settore delle costruzioni? Eh, quello ha fatto il peggior risultato in quattro anni. Complimenti.

Secondo le fantasiose stime dello stesso ONS, nel 2025 la crescita dovrebbe arrivare a un tremolante 1,3%, appena un filo sopra l’1,1% del 2024. Un progresso titanico, insomma, che fa venire voglia di stappare lo spumante… oppure no.

In questo scenario da applausi, la Banca d’Inghilterra ha deciso all’inizio di febbraio di tenere i tassi fermi al 3,75%, sicuramente ignara che una mossa più coraggiosa avrebbe potuto generare qualche barlume di speranza per l’economia. Non temete, però: si aspetta che l’inflazione si calmi nei prossimi mesi e che, miracolosamente, i tassi vengano tagliati ad aprile per dare fiato all’intera faccenda deprimente.

Samuel Edwards, capo della gestione portafogli da qualche parte nel mondo dei servizi finanziari, tenta di mettere una pezza commentando che il Regno Unito ha terminato il 2025 con una nota positiva, “anche se molto modesta”. Perché alla fine, dopo la tempesta politica e il panico nei mercati dell’ultima settimana, persino una briciola di buona notizia va celebrata come se fosse oro colato.

Con la consueta dose di ottimismo, Edwards sottolinea comunque che l’economia britannica si mantiene a galla, ma solo a stento, considerando un mercato del lavoro che rallenta e un’inflazione ostinatamente inchiodata alle stelle. Magari qualcuno dovrebbe spiegarglielo un po’ più forte.

Scott Gardner, stratega degli investimenti alla J.P. Morgan Personal Investing, si concede la speranza di una ripresa nel 2026, dopo il misero quarto trimestre. Evidentemente è soddisfatto perché l’attività manifatturiera ha mostrato qualche segnale positivo a inizio anno e i servizi hanno registrato un “decente” afflusso di nuovi affari. La magia del linguaggio diplomatico: trasformare un “meh” in un “decente”.

Gardner conclude con la speranzosa previsione che tutto questo potrà ingrassare gli ingranaggi dell’economia e portare a miglioramenti negli anni a venire. La domanda è: si tratta di una previsione o di un esercizio di fede? Per ora, il Regno Unito sembra essere una barca che galleggia a stento in una tempesta che non vuole finire.

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