Ah, il fascino irresistibile delle discipline olimpiche: la nazionale maschile di hockey del Canada ha deciso che il villaggio olimpico è semplicemente troppo mainstream. Dopo due notti di convivenza patriottica e forse qualche notte insonne, hanno optato per un hotel a cinque stelle, perché si sa, l’oro si conquista solo con il massimo del lusso e del comfort, probabilmente con una spa inclusa.
La rivelazione arriva direttamente da Logan Thompson, il portierone di punta di questo “dream team”. Qual è la motivazione ufficiale? Nulla di scandaloso: “comfort” e un “marginal gain” da non sottovalutare quando c’è una medaglia in palio. Insomma, non offendere nessuno, ma se vuoi vincere devi dormire su materassi a molle indipendenti e magari abbandonare quell’entusiasmante aroma di cucina collettiva e chiacchiere da corridoio.
Logan Thompson ha spiegato al blog di un giornalista che la scelta ha il solo scopo di permettere alla squadra di concentrarsi al meglio:
“Non credo che lo stiamo facendo per offendere nessuno. Vogliamo semplicemente vincere medaglie d’oro e stiamo creando le migliori condizioni possibili per noi stessi.”
Giusto, perché niente dice “spirito olimpico” come una fuga in gran stile verso un resort a cinque stelle mentre tutti gli altri condividono la sofferenza del villaggio. Ma attenzione, c’è un piccolo dettaglio: il villaggio olimpico è proprio il luogo dove si crea quell’irresistibile atmosfera di festa, di incroci di culture e di emozioni condivise. Lasciarlo potrebbe trasformare la squadra canadese nella loro personale “bolla nella bolla” – il che suona decisamente meno “spirito di squadra” e più “club esclusivo”.
Il mito del “marginal gain” applicato all’iceberg dell’orgoglio nazionale
Ora, se vi state chiedendo cosa diavolo sia questo “marginal gain”, eccovi serviti: non è altro che la scusa più elegante per giustificare un miglioramento ottenuto grazie a una moltitudine di piccole ottimizzazioni. Insomma, mettere un tassello diverso da qui e un accorgimento là, fino a raggiungere quel benedetto salto di qualità. Niente di male, sia chiaro. È solo divertente vedere che la magia del “vincere un po’ più facile” passi dalla scelta del materasso al costo di severissime critiche sul tradizionale spirito olimpico.
La sfida è servita: Canada contro Repubblica Ceca
Con tutti questi preparativi e coccole, la nazionale canadese farà il suo debutto giovedì all’arena di Santa Giulia affrontando la solita vecchia nemica, la Repubblica Ceca. E, naturalmente, dal momento che il Canada è una delle potenze storiche dell’hockey su ghiaccio internazionale, si presentano alle Olimpiadi di Milano-Cortina tra i favoriti, contendersi il metallo più prezioso senza dimenticare che le medaglie dell’atmosfera olimpica, quelle, le stanno lasciando al villaggio.



