Caso Petrecca: tutti i tg in rivolta con lo sciopero delle firme il venerdì, perché evidentemente il dramma va snobbato

Caso Petrecca: tutti i tg in rivolta con lo sciopero delle firme il venerdì, perché evidentemente il dramma va snobbato

Le proteste per il disastroso spettacolo della diretta olimpica proprio non accennano a smettere. Ah, la telecronaca della Cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina è riuscita in un’impresa: colpire duramente non solo l’immagine della Rai, ma anche la dignità di tutte quelle giornaliste e quei giornalisti che ogni santo giorno si impegnano per offrire un servizio pubblico degno di essere definito tale. Che trionfo.

Ovviamente, la mobilitazione del settore RaiSport e le prese di posizione dei comitati di redazione, in tutte le testate e generi, si sono rivelate come al solito inutili per spingere i vertici aziendali a farsi carico di qualche minima responsabilità. Ma non temete: l’Usigrai ha deciso di illuminare il cammino della solidarietà con uno sciopero delle firme – perché, si sa, niente dice “serietà” come non firmare un pezzo – esteso all’intera giornata di venerdì 13 febbraio, coinvolgendo tutti i notiziari, programmi di informazione e perfino il web. Sentite che rivoluzione!

Il tono della nota ufficiale dei sindacati è da Oscar: un appello a unirsi “con un gesto concreto, individuale e collettivo” per difendere il “nostro lavoro”. Roba tosta, davvero. L’epicentro del terremoto? Il buon Paolo Petrecca, la star involontaria di questa tragicommedia della comunicazione sportiva.

Ah, la favola della protesta

Come se non bastasse il disastro olimpico, ad agitare le acque ci ha pensato il Parlamento, dove le opposizioni si sono scatenate denunciando un altro mesto “smacco” ai danni di quella creatura adorata chiamata TeleMeloni. Insomma, sembrerebbe che non si possa proprio stare tranquilli, neanche quando la debacle è così evidente da assomigliare a un film comico in piena regola.

La reazione della squadra RaiSport non si è fatta attendere: comunicati fintamente indignati spiegano che, alla fine di ogni edizione di almeno cinque minuti, verrà letto un comunicato sindacale a uso e consumo di chi vorrà capire cosa diavolo stia succedendo. Una mossa da applausi, chiaramente pensata per trasmettere ai cittadini la propria nobile presa di posizione a difesa non solo dell’immagine della Rai, ma anche – udite udite – di chi ci lavora. Come se qualcuno davvero ci credesse più di tanto.

Nel frattempo, mentre la Rai si crogiola nelle sue auto-assoluzioni, i grandi giornali internazionali hanno scelto di parlare di tutt’altro: non dello spettacolo pirotecnico del geniale Marco Balich al San Siro, bensì delle gaffe, degli svarioni e dei commenti imbarazzanti di questo glorioso Paolo Petrecca. Risultato? La solita figuraccia internazionale firmata Rai. Un vero capolavoro di comunicazione inefficace, degno di rimanere negli annali della narrazione comica dello sport.

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