Ah, Luc Alphand, sessant’anni di pura energia e un talento da sciatore che ha lasciato il segno, conquistando l’unica Coppa del mondo generale mai vinta da un velocista. A Bormio ha trionfato due volte negli anni ’95 e ’96, pietre miliari impolverate ma ancora ben nitide nella memoria. Ora fa il commentatore per la televisione francese e, nel frattempo, ieri sera ha partecipato alla presentazione del documentario “I 40 anni della Stelvio” di Ciro Tomaiuoli>, rivivendo quei giorni di gloria sportiva con un entusiasmo quasi commovente.
Torniamo al presente, chiedendo al nostro veterano: chi porterà a casa il superG alle Olimpiadi? Alphand risponde con lo stile di chi ha visto tutto: Odermatt. “Risponderà con le unghie dopo la delusione in discesa, attaccherà con tutto l’orgoglio di cui dispone. Ne sono convinto.” Ma non basta, lo stupore per gli italiani – che sembrano fare nuovi miracoli in discesa – è palpabile: “Franzoni è la grande sorpresa, e poi c’è Paris, che a fine carriera ottiene un bronzo. Sono molto contento per Dominik, a 36 anni una medaglia olimpica è una bella soddisfazione, la sua prima. Franzoni rappresenta la nuova generazione, come Von Allmen, giovani fenomeni in crescita.”
Ma Alphand non si limita ai complimenti da manuale: la nuova rivalità fra questi talenti è paragonata, neanche a dirlo, a quella di Sinner e Alcaraz nel tennis, facendo scattare una sorta di allarme da paragone tra sport diversi. Ignoriamo se la sciata sarà epica quanto un match di tennis in cinque set, ma Alphand aggiunge qualche dettaglio tecnico: “Von Allmen è più potente ma ha anche una sensibilità per la neve che ricorda il grande Lasse Kjus. Franzoni è più tecnico e meno fisicato. L’italiano sta vivendo un momento incredibile, è sicuro di sé, dei materiali, della squadra. E visto che oggi i tracciati hanno più curve, la sua base tecnica è un vantaggio. Però, diciamo la verità: non si può mai sapere quanto durerà questa fase.”
Non manca un po’ di folklore da carriera. Alphand ricorda un aneddoto con Alberto Tomba, immortalando un momento che sembra uscito da una sit-com sportiva: “Eravamo a Sella Nevea, in Coppa Europa. Io ero già al secondo anno in Nazionale e, insieme ad altri compagni, abbiamo rinchiuso Alberto in una stanza per… tagliargli i capelli. E così, signori, abbiamo fatto la sua conoscenza. Ma chi avrebbe mai detto che da quel pasticcio sarebbe nato Tomba?”
Per non farsi mancare nulla, Alphand racconta anche un episodio durante un gigante in Alta Badia: aveva il pettorale numero 25, Tomba più avanti, ma dopo la prima manche il campione gli dice testualmente: “Vado in hotel a farmi la barba, oggi vinco.” Alphand, scettico, lo prende in giro chiamandolo idiota. Indovinate un po’? Tomba ha vinto. La risposta ironica del commentatore? “La prossima volta mi rado anch’io e magari vinco.” Però, si sa, Alberto è Alberto, un fenomeno incredibile.
Quando gli chiedono qual è il ricordo più bello di tutta la carriera, Alphand non tenta di nascondersi dietro sfumature: “La vittoria a Kitzbuhel, sulla Streif, è stata il massimo.” Ovviamente, la sua passione non si limita alla montagna: la Dakar gli ha regalato momenti indimenticabili, ma il cuore rimane sulle nevi.
Riguardo a Lindsey Vonn, la sua sincerità è disarmante ma lontana anni luce dal politicamente corretto: “È stata sfortunata per un piccolo errore tecnico al braccio che ha avuto conseguenze importanti. Da atleta d’élite, dopo l’infortunio a Crans-Montana, ha deciso di tornare, anche se io personalmente non capivo perché si fosse fermata per cinque anni e poi fosse ripartita. Sono due scelte difficili e chiudere la carriera non è mai facile. Possiamo solo inviarle energie e augurarle buona fortuna per la riabilitazione.”
Infine, il verdetto su Bormio e i Giochi che si svolgono lì: “Bormio è fantastica. I volontari sono gentili, ci trattano benissimo. Le piste sono impeccabili e nessun infortunio nella discesa significa che gli atleti hanno affrontato ogni prova in sicurezza. È una tappa di Coppa del mondo – sanno come si lavora – ma forse manca un po’ dell’atmosfera olimpica perché, si sa, i Giochi spaventano la gente a causa del caos nei trasporti. Eppure, vi dico: andateci, è assolutamente fantastico.”



