Parlamento Europeo: il circo delle decisioni che nessuno capisce ma tutti fingono di apprezzare

Parlamento Europeo: il circo delle decisioni che nessuno capisce ma tutti fingono di apprezzare

A partire dalle 10 del mattino, i nostri valorosi eurodeputati e il Commissario Kubilius si riuniranno per contemplare modi per “rafforzare” la difesa europea, visto che il clima internazionale è sempre più “tranquillo” (leggi: puro caos). Le proposte? Rinforzare la deterrenza militare, sostenere l’inesauribile Ucraina e potenziare l’industria della difesa europea. Chissà come mai proprio ora, che la pace è nell’aria…

Se vi stavate chiedendo a chi rivolgervi per informazioni, Viktor ALMQVIST è la persona giusta da chiamare, anche se sarà forse troppo impegnato a pianificare nuove strategie iper-militarizzate.

L’accordo UE su migrazione e asilo: finalmente una lista di “paesi sicuri”

Alle 12:30, i grandi cervelli europei si appresteranno a votare la “prima” lista UE di paesi “sicuri” per i richiedenti asilo. Una lista che, con tutta probabilità, includerà quei paesi che l’UE reputa sicuri a modo suo, cioè secondo parametri misteriosi e dell’ultima ora. Vorrà forse dire che chi arriva da quei luoghi è in vacanza? Ma non finisce qui: si voteranno anche nuove regole per stabilire quando un paese non UE merita il titolo di “safe”.

A decretare il tutto, dopo un pigro dibattito, una conferenza stampa alle 14.00. Nel mondo reale, forse avrebbero potuto discutere qualcosa in più prima di gettare giudizi frettolosi sulle vite delle persone. Ma, ehi, stiamo parlando di politica europea, mica di empatia.

Se proprio volete saperne di più, la signorina Polona TEDESKO mantiene il cellulare caldo. Per fortuna.

Obiettivo clima 2040: l’UE che sogna di correre più veloce del tempo

Un’idea spaventosa ma, allo stesso tempo, vagamente romantica: l’UE vuole tagliare le emissioni di gas serra del 90% entro il 2040 rispetto ai livelli del 1990. Il motivo? Servirebbe per raggiungere la tanto sventolata neutralità climatica entro il 2050. Ovviamente, in Parlamento si voterà un emendamento a questa legge climatica, quasi come per ribadire che essere ambiziosi è cool.

Dietro le quinte, Thomas HAAHR si destreggia tra numeri, coperture mediatiche e quell’immancabile cocktail di utopia e retorica che ci fa sentire bene per qualche settimana.

La clausola salvaguardia UE-Mercosur: agricoltura europea in trincea

Come se non bastassero le solite rogne, alle 12:30 si voterà un meccanismo “salvaguardia” per impedire che le importazioni dal Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay siano troppo dannose per l’agricoltura europea. Tra la fine del commercio globale e l’inizio della guerra dei dazi, l’Europa si arma di clausole per difendere le sue colture, come se fosse in piena battaglia campagnola.

Lieven COSIJN sarà lì, pronto a sorvegliare il voto. Con un occhio al futuro e uno al trattato UE-Mercosur, che aspetta solo di entrare in vigore per scatenare questo semiscandaloso sistema di protezione.

Annalena Baerbock, la nuova regina dell’assemblea ONU

Alle 12, la magnifica Annalena Baerbock, ex Ministro degli Esteri tedesco e ora Presidente dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite – eletta quasi per caso il 9 settembre 2025 – prenderà la parola in un insolito momento di formalità parlamentare. Ovvero: uno di quei discorsi che fanno sempre tanto rumore ma poco movimento.

Chissà se riuscirà a incantare l’aula con le sue parole o se, come spesso capita in questi appuntamenti, ci ritroveremo a contare gli uccellini volare fuori dalle finestre.

In breve: dal maltempo alle crisi umanitarie, passando per il cyberbullismo e le migrazioni

Non solo luci della ribalta: alle 9 si parlerà di eventi meteorologici estremi nel Sud Europa, naturalmente secondo l’ottimista ottica dell’UE (leggi: “vediamo come possiamo fare a far finta di non aver colpa”). Poi, alle 13:30, l’argomento sarà la serie di attacchi al sistema energetico ucraino, che stanno causando una crisi umanitaria tutt’altro che metaforica.

Il cyberbullismo sarà ufficialmente la “priorità” della Commissione, con la presentazione alle 17 di una nuova strategia che promette molto, ma che probabilmente finirà nel dimenticatoio parlamentare molto presto.

Dopodiché, in serata, tre dibattiti a tema Siria, Sudan e Congo punteranno i riflettori su situazioni così “profondamente preoccupanti” da meritare uno sguardo forse troppo leggero (se non addirittura distratto). Il Parlamento, nell’aria rarefatta delle discussioni non legislative, voterà una risoluzione sulla Siria il giovedì seguente. Magia della politica.

Arriviamo dunque alle 18, quando si parlerà del piano spagnolo per regolarizzare i migranti irregolari, discutendo delle conseguenze per Schengen e le regole migratorie europee, naturalmente con la Commissione seduta al tavolo, a garantire che tutto fili liscio.

Infine, una chicca per i nostalgici della crisi abitativa: alle 17, Irene Tinagli, presidente della Commissione speciale sul problema della casa, e il relatore Borja Giménez Larraz terranno un briefing stampa per ribadire consigli che probabilmente già sanno bene non vedranno mai la luce, immischiati in un mare magnum di promesse politiche e altrettanto grandi dimenticanze.

Le votazioni: nulla di trascendentale, ma tanto rumore

A mezzogiorno, tra le varie votazioni immediate, si assiste al classico sfilare di ordini del giorno tra cui: nuove regole per sostenere i produttori di vino (perché nemmeno il vino si salva da Bruxelles), una richiesta urgente di modificare il Quadro Finanziario Pluriennale per garantire aiuti finanziari a favore dell’Ucraina per gli anni 2026 e 2027 (perché stanare soldi per la guerra è sempre più semplice), il rapporto annuale sul funzionamento della Banca Centrale Europea, la nomina del vicepresidente del Consiglio di Vigilanza della BCE e un accordo di prima lettura sui nuovi disegni di legge comunitari.

Ovviamente, come in ogni grande spettacolo, la diretta streaming del Parlamento europeo è a disposizione per chi vuole perdere tempo guardando il tutto svolgersi in tempo reale, magari per convincersi che in fondo… non è così male stare seduti a casa.