Oh, ma guarda un po’, la cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 è stata incoronata lo show più indimenticabile di tutti i tempi. Non male per un evento che ha raccolto il plauso del 70% degli intervistati. D’altronde, quando una ricerca condotta dalla Coo Division di Ioc Insight & Analytics interroga un generoso campione di ben 14 Paesi, tra cui Australia, Brasile, Canada, Germania, Francia, Indonesia, India, Giappone, Messico, Repubblica di Corea, Sudafrica, Regno Unito e Stati Uniti, è ovvio che il risultato diventa oro olimpico.
Lo show è stato apprezzato da un clamoroso 90% di spettatori internazionali e, ciliegina sulla torta, da un modesto 80% di italiani. Non sorprendetevi se il 70% degli intervistati globali la considera la Cerimonia di Apertura più memorabile di sempre per i Giochi Invernali, mentre in Italia la percentuale si alza leggermente al 73%. Perché ovviamente, tra un espresso e una pizza, gli italiani sanno giudicare meglio lo spettacolo a casa loro.
I momenti cult dell’“indimenticabile” show
Quasi 9 su 10 spettatori internazionali (l’87% per la precisione) hanno ammesso di sentirsi inspiegabilmente motivati a seguire tutto il resto dei Giochi grazie al prodigioso spettacolo inaugurale. D’altra parte, gli italiani sembrano un po’ più freddi, con un solo 83% che si è sentito spronato a sintonizzarsi ancora.
E quali sono stati quei momenti indimenticabili? Preparatevi, perché l’89% sia degli internazionali che degli italiani concorda che lo spettacolo è riuscito finalmente a incarnare lo “spirito italiano”. Farebbe quasi commuovere, se non fosse per il fatto che a catturare il pubblico sono state soprattutto le esibizioni degli ospiti – quelle sì protagoniste assolute – e il corpo di ballo che sembrava uscito da un manuale di coreografia perfetta. Al secondo posto, come una brutta comparsa ma comunque premiata, la sfilata delle atlete e degli atleti.
In breve, il più grande spettacolo mai visto per festeggiare un evento che forse qualcuno dimenticherà tra qualche ora. Ma non preoccupatevi, l’importante è che l’industria delle cerimonie olimpiche abbia un nuovo trionfo da venerare in eterno – o almeno finché i dati delle prossime edizioni non decideranno di darci qualche altro ottimismo da bar!



