Nessuna novità da parte della celebre Commissione di vigilanza della Camera, che ha avuto la brillante idea di convocare per un’audizione l’ex compagna e complice del finanziere pedofilo, tristemente deceduto per suicidio in carcere nel 2019. Pare che lei abbia scelto di aprire il cosiddetto «libro della memoria» soltanto dopo aver ricevuto la calorosa promessa di clemenza da parte – udite udite – di Donald Trump. Insomma, tutto normale e trasparente, davvero.
Il gioco delle parti è semplice: da una parte abbiamo una Commissione che si crede la trama di un thriller americano, dall’altra una testimone che, ovviamente, decide di raccontare tutto solo dietro sollecitazioni degne della Casa Bianca. Sicuramente una strategia impeccabile per far luce su una vicenda che putroppo è tinta da scandalo ma che, evidentemente, potrebbe anche tornare utile a qualcuno. Che sorpresa.
Il crudele meccanismo del ricatto politico
Naturalmente, non si poteva non notare quanto la situazione sia ingarbugliata da giochi di potere che si intrecciano fra giustizia, politica e qualche punta di sceneggiata. La promessa di clemenza di un ex-presidente, che paradogicamente ha usato mille espedienti per strappare la giustizia dalle mani di coloro che la praticano, fa sorridere chiunque abbia un minimo di senno.
Che si tratti di un abile ricatto o di una mossa disperata di un soggetto sotto pressione, è evidente che la “memoria” qui sia più una merce di scambio che un prezioso frammento storico. Quel che rimane è un quadro fosco di opportunismo, dove la verità rischia di essere l’ultima cosa a venire a galla.
L’ennesima farsa del nostro sistema politico
Se si pensa che sia possibile ottenere confessioni o verità significative grazie a virtuose operazioni di trasparenza, è chiaro che non si conosca bene la natura della politica italiana (e non solo). Qui si assiste piuttosto a un teatrino in cui tutti recitano la propria parte impeccabilmente, fra reclami formali e mosse a effetto per la stampa.
Una situazione che non fa altro che confermare lo scetticismo diffuso nei confronti di un sistema che, pur di sopravvivere, preferisce coprire le sue crepe con carta velina piuttosto che mettere davvero la faccia sulle storture che produce e alimenta ogni giorno. Ma hey, almeno il sipario si alza puntualmente per qualche scena di grande impatto emotivo e mediatico.



