L’entusiasmo per la Cerimonia d’apertura di Milano Cortina 2026 si è volatilizzato più rapidamente di una promessa elettorale. A far discutere, più che lo spettacolo, sono ora le numerose lamentele sul modo in cui sono stati organizzati questi Giochi invernali. Sul web impazzano le segnalazioni di spettatori indignati, che hanno sborsato cifre da capogiro per vedere le gare – oltre 200 euro a biglietto – per poi scoprire che il loro posto era… un’opera d’arte dell’invisibilità.
Una povera utente, armata di foto come prova, racconta su X di aver comprato un biglietto per la finale di pattinaggio di figura a squadre al Forum di Assago. Ma indovinate? Non ha visto praticamente nulla della pista, se non pagando il lusso di restare in piedi. Il suo poetico lamento è questo: “Visibilità dal mio posto. Pagato 280 euro. Scelta del posto non disponibile. Nessun avviso sulla possibilità di non visibilità. Assegnazione del posto casuale. Pagato tanto quanto le persone davanti a me. Vorrei piangere”. La vendetta di uno spettacolo disorganizzato, insomma.
Non è la sola vittima di questa comica e triste disavventura. Altri sfortunati spettatori si sono ritrovati nascosti dietro pilastri o così defilati da non intravedere nemmeno il campo di gara. Un turista giapponese, arrivato dalla lontana Asia solo per ammirare la squadra che si è portata a casa l’argento la sera prima, ha commentato con amara saggezza: “Non sarebbe il caso di venderli a prezzo ridotto?” Peccato che non si tratti di un mercatino delle pulci ma di un evento sportivo globale.
Solo Visa, perché gli altri metodi di pagamento sono troppo noiosi
Se qualcuno sperava di pagare il merchandising olimpico con una carta qualsiasi o tramite bonifico, beh, deve aver vissuto su un altro pianeta negli ultimi mesi. Le venues olimpiche e gli store ufficiali accettano solo… carta di credito Visa e contanti, rigorosamente. Visa non è solo la sponsor ufficiale, ma una piccola dittatrice del portafoglio.
Una coppia di turisti asiatici che tentava di acquistare una felpa Armani del Team Italia (il piccolo lusso da 320 euro, per intenderci) ha dovuto piazzare il sogno nel cassetto perché, sorpresa, non avevano Visa. Inoltre, prelevare cash non è certo la panacea per loro, visto l’assurdo balletto di commissioni bancarie che sembra voler scoraggiare perfino l’elemosina.
Non è finita qui: “Neanche l’acqua si può comprare se non hai Visa o cash,” lamentano alcuni cronisti stranieri alla Hockey Arena di Rho Fiera. Insomma, dopo aver affrontato la vendita selettiva delle card, ora ci si trova davanti a prezzi così “simbolici” che chiedere un mega sconto sembra quasi offensivo: un caffè a 2 euro, una bottiglietta d’acqua piccola a 1,80 euro, una Coca-Cola da urlo a 4,50 euro. Un luogo paradisiaco per portafogli coraggiosi.
Ah, dimenticavamo: portare bottiglie da fuori è categoricamente vietato, neanche per chi lavora all’interno delle sedi. Perché nulla dice “ospitalità” come la ferrea proibizione di idratarsi liberamente in uno stadio olimpico.
Quando la gestione diventa uno spettacolo nello spettacolo
Se pensavate che le difficoltà fossero solo nelle pagine social o nei portafogli vuoti dei malcapitati, vi sbagliate di grosso. Anche i giornalisti presenti non hanno esitato a trasformare le loro penne in strumenti di protesta, criticando apertamente la gestione e il direttore di RaiSport, arrivando a minacciare un clamoroso “ritiro delle firme”. Un gesto di cortesia per un’organizzazione che sembra tirar fuori problemi a ogni curva, proprio come un’infornata di biscotti bruciati.
In conclusione, se volete farvi un’idea di cosa significhi davvero vivere una manifestazione sportiva che dovrebbe unire il mondo sotto il segno dello sport, preparatevi a impiegare più tempo a lamentarvi delle follie organizzative che a godervi lo spettacolo. Ma chissà, almeno avrete l’onore di raccontarla agli amici, per farli ridere. O piangere. A seconda dei casi.



