UE-Mercosur, finalmente la Corte UE chiamata a dirci se l’accordo è davvero legale o solo un altro pasticcio politico

UE-Mercosur, finalmente la Corte UE chiamata a dirci se l’accordo è davvero legale o solo un altro pasticcio politico

Con una differenza di soli 10 voti, ecco come si è svolta la grande saga del Parlamento europeo: 334 eroi hanno detto “sì” a una risoluzione che pretende un parere legale dalla Corte di giustizia dell’UE sulla megastrategia accordata con il Mercosur, mentre 324 mortali hanno invece detto “no” a un’altra risoluzione, sempre in cerca di una magia giuridica, che però è stata prontamente bocciata con un netto 225 contro 402, giusto per mettere un po’ di pepe nella faccenda. E poi ci sono gli 11 coraggiosi che hanno preferito astenersi, perché non si sa mai, meglio non esporsi troppo.

In pratica, la faccenda è molto seria: il Parlamento ha deciso di inviare un interrogativo alla sua adorata Corte di giustizia, chiedendole di esaminare la base legale dell’Accordo di Partenariato tra Unione Europea e Mercosur (EMPA) e della sua cugina, la deroga commerciale provvisoria, il famigerato iTA.

Ovviamente, il Parlamento non è tipo che si ferma davanti all’attesa di un parere giuridico; anzi, continuerà la sua maratona di esame dei testi in sospeso, ma non potrà né dare il suo placet né mandare tutto a carte quarantotto finché non arriverà il sacro responso della Corte. Giusto per mantenere un minimo di suspence.

Diciamocelo senza tanti giri di parole: l’iTA è tutto un affare del tipo “competenza esclusiva dell’UE”, quelle robe che solo la burocrazia sa rendere divertenti. Questo significa che serve il parere favorevole del Parlamento e, naturalmente, l’ultimo sì formale del Consiglio, che non perde occasione per suonare la fanfara del rito burocratico. Solo dopo questa pantomima il tutto potrà entrare in vigore, ma tranquilli: quando l’EMPA deciderà di fare il suo ingresso formale in scena, l’iTA perderà il suo palco e cesserà di essere applicato.

Le Meraviglie della Legislazione Europea

Insomma, cosa abbiamo imparato? Che nelle stanze dorate delle istituzioni europee, tra mille voti incerti e risoluzioni sospese, si gioca una partita di ping-pong legale degna dei migliori thriller. Una consultazione giuridica così attesa e fondamentale che, ovviamente, si trasforma in una pantomima burocratica dove continuare a girare in tondo è la vera star dello spettacolo.

E poi, naturalmente, quella sottile contraddizione che rende tutto così divertente: tra chi chiede risposte e chi le rifiuta, tra leggi che scavalcano altre leggi, e una competenza “esclusiva” che sa di esclusive solo per pochi, la verità sul rapporto tra UE e Mercosur rimane avvolta in un magnifico velo di incertezza giuridica. Nel frattempo, tutti noi spettatori possiamo solo festeggiare l’infinita fraseologia e la sorprendente abilità di dilazionare decisioni che probabilmente decideranno qualcosa solo quando, nel frattempo, il mondo intorno sarà cambiato.

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