Milano si ribella alla sporcizia: cittadini trasformano una piazza in discarica d’altri tempi con 72 kg di rifiuti raccolti

Milano si ribella alla sporcizia: cittadini trasformano una piazza in discarica d’altri tempi con 72 kg di rifiuti raccolti

Scope, palette e sacchi per la spazzatura: non è un kit da pittore, ma l’arsenale di volontari armati che si sono dati appuntamento a Piazzale Siena a Milano. Una dozzina di eroi ignoti, o almeno così si sarebbero potuti definire, hanno deciso di trasformare un pomeriggio domenicale del 2026 in una battaglia contro il degrado urbano. L’evento, parte della spassosa saga di Retake, movimento che in tutta Italia va diffondendo il verbo della pulizia e rigenerazione degli spazi pubblici, sembra quasi un invito a ribadire che ci si può sporcare le mani anche senza pagare.

Il risultato? Un bottino di 72 kg di rifiuti strappati alla città: 60 kg di spazzatura indifferenziata e, per non farsi mancare niente, 12 kg di vetro. Tutto ciò reso possibile grazie a una partecipazione locale che, a quanto sembra, ha più o meno seguito gli eroi con la curiosità di chi guarda un reality show. Le persone del quartiere non solo hanno assistito alla scena, ma si sono anche fermate a chiedere cosa stesse accadendo, dimostrando così una straordinaria capacità di stupirsi davanti a chi fa semplicemente il suo dovere.

Un appuntamento da ripetere (perché il degrado non si ferma mai)

Naturalmente questa non sarà una svista isolata: l’evento di Piazzale Siena non è altro che il primo atto di una serie di iniziative sparse a macchia d’olio urbana. Se qualcuno avesse ingenuamente pensato che un giorno di pulizia bastasse a risolvere il problema, si dovrà ricredere. I volontari, con una sincerità disarmante, hanno spiegato che questi interventi servono soprattutto a “rafforzare il senso di appartenenza e la responsabilità collettiva verso i luoghi comuni”, ovvero quel misto di retorica buonista che ci fa sentire tutti un po’ più bravi senza cambiare davvero nulla.

Ecco, quindi, la solita solfa del “impegno civico che si traduce in risultati tangibili e duraturi”, un sogno epico che fa tanto morale scolastica ma che ha l’effetto pratico di… pulire un pezzettino di strada ogni tanto.

Le relazioni umane al servizio della sporcizia urbana

Per dare un tocco ancora più poetico a questa missione, c’è la spiegazione della signora Rosa Cardarelli, decana di Retake Milano, che con tono ispirato ci ricorda che “la cura dei luoghi è anche cura delle relazioni”. Traduco: mentre raccogli rifiuti distruggi l’isolamento sociale. Non avremmo mai pensato che un sacchetto pieno di immondizia potesse creare empatia, ma forse è la nuova frontiera della sociologia urbana.

Rosa Cardarelli ha poi aggiunto che “la partecipazione attiva delle persone del quartiere dimostra quanto ci sia voglia di prendersi cura della città”. E come biasimarle, dopo tutto il divertimento di distinguere plastica da vetro e la soddisfazione di riempire un sacco nero davanti al proprio portone. Insomma, basta veramente poco per fare la differenza, o almeno così dicono loro, perché per noi comuni mortali sembra più uno sport per pochi eletti con tanto tempo libero.

In definitiva, la prossima volta che vi trovate a passare per Piazzale Siena, sappiate che non solo vedrete qualche volontario arzillo armeggiare con scope e sacchi, ma potrete assistere all’esilarante prova che rigenerare una città significa soprattutto far finta che buttare la spazzatura sia un’impresa eroica, mentre tutti gli altri continuano a produrne altrettanta al ritmo della vita quotidiana.

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