Quando papà e figlio si improvvisano scalatori su un canalone ghiacciato: arriva l’elicottero a salvarli dall’ennesima follia

Quando papà e figlio si improvvisano scalatori su un canalone ghiacciato: arriva l’elicottero a salvarli dall’ennesima follia

Due eroi dell’alpinismo meneghino, padre e figlio, hanno deciso di mettere a dura prova non solo la loro resistenza ma anche quella dei soccorsi domenica 8 febbraio, rimanendo intrappolati in un canalone del famigerato Resegone, a Lecco. Un’avventura che, ovviamente, non poteva finire che con una chiamata d’emergenza al 112, la sacra linea della speranza, da cui ha preso il via un impeccabile balletto dei soccorsi.

Naturalmente, non è mancato il tocco spettacolare degno di film d’azione: l’elicottero Drago, fresco di rulli trionfali, si è alzato in volo insieme alla temeraria squadra Speleo Alpino Fluviale Saf dei pompieri, pronti a sorvolare l’insidioso “Canale Bobbio” alla ricerca dei nostri intrepidi escursionisti.

Dopo qualche momento di ansia a quota 1.500 metri, padre e figlio sono stati finalmente individuati e – aggrappatevi – “verricellati” come pacchi per essere trasferiti in fretta e furia alla piazzola dell’elisoccorso del Bione, sempre a Lecco. Il tutto in un’operazione “tecnico urgente” che ha sapientemente dilatato il pomeriggio per ben due ore.

Il finale è quello che tutti sognano nei racconti del soccorso alpino: entrambi stanno benissimo, tanto che si sono limitati a qualche accertamento sanitario – quei fastidiosi formalismi che, si sa, non possono mancare nemmeno nelle storie più rocambolesche.

Una breve riflessione sul valore della prevenzione

Ma riflettiamo, cari lettori: per tutto questo dispiegarsi di forze e tecnologia, per quanto lungimirante si voglia essere, forse un pizzico di prudenza in più non guasterebbe. Quella delle grandi imprese in montagna va bene, anzi, è affascinante, ma magari la prossima volta si potrebbe evitare l’uso del cellulare come unica bussola. Siamo proprio sicuri che high-tech e buon senso vadano necessariamente a braccetto?

Altrimenti, tra droni, elicotteri e team specializzati, rischiamo di trasformare il montagne in un parco giochi dove il crash test lo fa la natura e l’intervento d’emergenza diventa spettacolo a pagamento imbastito con i migliori effetti speciali.

Per ora, comunque, applausi a scena aperta alla squadra di soccorso, che ha chiaramente dimostrato quanto sia efficiente nel recuperare chi, per passione o distrazione, si avventura un po’ troppo oltre i confini della ragione.

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