Il medagliere delle Olimpiadi di Milano-Cortina continua la sua danza tutto sommato prevedibile, con l’Italia che si crogiola nel suo terzo posto, come se fosse la vetta delle Alpi. Nel frattempo, i norvegesi – sempre loro, con la loro pagaia e sci stretti – si sono presi la testa della classifica, mentre gli Stati Uniti si fingono superpotenza con due ori freschi di giornata. Ma attenzione: nonostante tutto questo, l’Italia vanta il primato in qualcosa, ovvero nelle medaglie totali conquistate. Nove, per la precisione. Un numero che suona quasi come un applauso al valore, o forse al fatto che, ehm, meno è più?
Per chi si aspettasse uno tsunami di metalli preziosi, è il momento di ridimensionare le ambizioni: i nostri atleti sono in una classifica dove si premiano quantità e, diciamo, buonumore. Le medaglie totali sono nove, un numero che fa quasi tenerezza se paragonato alle vette olimpiche a cui l’Italia era abituata o, più semplicemente, alle aspettative gonfiate di intere delegazioni e giornalisti sportivi che già pregustavano il trionfo.
Nel frattempo, i norvegesi, veri specialisti del freddo, si apprestano a confermare che quando si tratta di discipline invernali, la modestia non è il loro forte. Prendono la testa della classifica come chi prende un treno in orario, quasi senza fatica e senza lanciarsi in proclami sconfitti.
Gli Stati Uniti, invece, dimostrano (come se ce ne fosse bisogno) che il denaro e la potenza mediatica sono ancora ingredienti fondamentali per portare a casa qualche oro. Due, per la precisione, un bottino che fa brillare i loro occhi e spegnere quelli degli italiani, almeno per ora.
E mentre ci accontentiamo di quel non plus ultra chiamato “numero totale di medaglie”, non si può non sorridere davanti al paradosso di un paese che, pur non essendo primo in oro o argento, si consola con un conteggio di metalli che più che una classifica sembra un inventario di riserva.
In fondo, essere terzi con nove medaglie è un premio di consolazione del mondo sportivo: la gloria promessa a chi non riesce a scalare l’Olimpo del medagliere ma tiene duro tra gli applausi comunque scarsi.



