Calenzano, il campione di FdI si esibisce in insulto gratuito ai palestinesi: poveretti senza un soldo e senza grazia

Calenzano, il campione di FdI si esibisce in insulto gratuito ai palestinesi: poveretti senza un soldo e senza grazia

Ah, la politica locale italiana: un teatro di pensieri profondi e arguti, questa volta interpretato da Monica Castro, consigliere di Fratelli d’Italia. Nel consiglio comunale di Calenzano, a due passi da Firenze, la nostra stella ha sollevato tematiche di altissimo livello umano e diplomazia internazionale degna di un Nobel.

Con il suo piglio da esperta geopolitica, Castro si è sforzata di spiegare il motivo per cui stringere un gemellaggio con la città palestinese di Jenin fosse un’idea quantomeno discutibile — anzi, un vero e proprio scandalo da risolvere al più presto. Quindi, dimenticatevi patrocini con città “ricche” come quelle austriache o “della speranza”. No, l’ideale è rivolgersi a “quelli storpi”, come lei stessa ha detto, senza una casa, senza nulla e “non riconosciuti”.

Insomma, secondo la dotta consigliera, che ammette candidamente di ignorare perfino la collocazione geografica della Palestina (“Alle 20 di sera – ha detto – mi tocca parlare di Palestina e so a malapena dov’è”), la scelta del Comune di Calenzano di legarsi alla città di Jenin sarebbe una scomoda gestione dell’amicizia internazionale. Meglio puntare a chi ha denari, perché le risorse non fanno mai male, soprattutto se arrivano da chi è “ricco”.

Gemellaggi e altre genialate diplomatiche

I gemellaggi tra città sono notoriamente occasioni di scambio interculturale, solidarietà e apertura mentale. Ma evidentemente per Fratelli d’Italia la solidarietà va calibrata in base al portafoglio e al livello di “stato riconosciuto”. Che magnanimità.

Una città, Jenin, martoriata da decenni di conflitto geopolitico, scelta come partner ideale per un gemellaggio non per essere “ricca” o “comoda”, ma per ricordarci quanto l’Europa si spaccia campione di diritti umani ma poi si mostra in tutta la sua ipocrisia quando si tratta di fare scelte concrete.

Invece di abbracciare la causa di chi lotta per un minimo di riconoscimento e dignità, preferiamo il comodo silenzio di chi conta le risorse e vede solo ciò che fa comodo alla propria tasca e al proprio “status” politico.

Una lezione di geopolitica fai-da-te

Non contenta della gaffe geografica, con tanto di ammirevole onestà nell’ammettere la propria ignoranza geografica, Castro sembra voler insegnare al mondo intero che la vera amicizia si basa sulla ricchezza apparente e sulla facilità di relazione. E chi se ne importa dei principi di solidarietà, emancipazione e giustizia globale.

Così, invece di occuparsi dei problemi reali, il consiglio comunale diventa l’ennesimo palco per sberleffare chi soffre e marginalizzare le popolazioni senza “casa e nulla”.

Chi ha bisogno di conoscere posti nuovi o stringere alleanze con terre “difficili” quando si può restare comodamente tra “ricchi”? Ah, la politica del bel paese!

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