Con un tempismo degno di Hollywood, i manifestanti hanno pensato bene di esplodere fuochi d’artificio e lanciare petardi lungo i binari ferroviari, proprio in direzione della casa degli atleti. Una mossa strategica, forse per ricordare a tutti che i treni non sono solo mezzi di trasporto ma anche strumenti di protesta acustica.
Non contenti, hanno anche srotolato lo striscione più criptico e high-tech mai visto: “Binary is for the train”. Tradotto in soldoni, un monito apparentemente indecifrabile, ma che strizza l’occhio agli appassionati di codice binario e, allo stesso tempo, all’ormai mitica incrollabilità della ferrovia milanese. Un tripudio di simboli, che lasciano spazio a ogni tipo di interpretazione, magari durante una pausa caffè in Naviglio.
Insomma, una manifestazione che incarna perfettamente lo spirito tipico italiano: lamentarsi fortissimo, fare rumore e lasciare dietro di sé un mistero degno di un romanzo giallo. E tutto questo, naturalmente, mentre la città si prepara a ospitare i giochi invernali più chiacchierati e controversi degli ultimi anni.
Ecco il bello del 2026: una manifestazione che, tra petardi, slogan criptici e folla oceanica, non farà altro che aggiungere pepe a una situazione già di per sé pirotecnica e provocatoria. Il galateo delle proteste non è mai stato così esplosivo.



