Che sorpresa, l’Italia si distingue… nella discesa libera maschile a Bormio. Sabato 7 febbraio, ovvero ieri, la mitica pista della Stelvio ha regalato un evento degno di nota: Giovanni Franzoni, 24enne di Manerba del Garda, ha portato a casa un argento, mettendosi alle spalle solo il giovane svizzero di pari età, Franjo von Allmen. Scommetto che nessuno se l’aspettava al debutto olimpico, una gioia istantanea per il bresciano che quest’anno ha letteralmente preso il volo con vittorie prestigiose nel SuperG a Wengen e nella discesa a Kitzbuhel, quella discesa che è praticamente una leggenda.
Nel frattempo, dall’angolo dei veterani che badano ai numeri, ecco Dominik Paris. Sì, proprio lui, il gladiatore della Stelvio con sette vittorie alle spalle su questa pista, ha finalmente messo mano alla sua prima medaglia olimpica: un bronzo che corona un palmarès da far impallidire chiunque, compresa quella medaglia d’oro al SuperG ai mondiali di Are nel 2019 e ben 22 vittorie in carriera, oltre a 50 podi! Insomma, il nostro più grande eroe azzurro nelle discipline veloci non poteva non farsi notare.
Un po’ di storia, perché fa sempre bene ricordare: l’Italia aveva vinto l’oro in discesa libera solo con Zeno Colò nel lontano 1952. Poi, nel tempo, solo un bronzo con Plank nel 1976 e un argento con Innerhofer nel 2014. Oggi, con queste nuove medaglie, si scrive una pagina tutta nuova… anzi, una giornata intera di gloria.
Franzoni argento, Paris bronzo: la rinascita azzurra
Immaginatevi lo scambio di abbracci dopo la gara tra Giovanni Franzoni e Dominik Paris. Un simbolico passaggio di testimone tra il talento emergente e il veterano che finalmente può sorridere con un podio olimpico. Nel frattempo, il super campione svizzero Marco Odermatt e il suo connazionale Alexis Monney si devono “accontentare” di quarta e quinta posizione, mentre l’austriaco Vincent Kriechmayr si gode un onorevole sesto posto. Che fortuna per loro.
Giovanni Franzoni ha commentato con l’umiltà tipica dei grandi:
“Pensare a inizio stagione di vincere a Kitz e portare a casa una medaglia in discesa sono cose che non avrei mai immaginato. La mia stagione è stata in crescendo, sono contento di essere riuscito a sciare così su una pista tanto difficile. Ero molto in fiducia.”
E naturalmente non poteva mancare la benedizione del guru del velocismo azzurro, Dominik Paris:
“Giovanni è in gran forma, oggi ha dimostrato che sa resistere alla pressione.”
Insomma, tra i giovani rampanti e i veterani che finalmente spuntano medaglie, sembra che l’Italia nella discesa libera non sia più condannata a nostalgie o a interminabili attese. La Stelvio non è più solo una pista, ma un teatro di trionfi azzurri. Che ironia, vero? Proprio qui dove i record sembravano destinati a rimanere eterni, ecco sbucare nuovi eroi che si prendono la loro rivincita mondiale con un sorriso che sa di riscatto e, perché no, anche di qualche improbabile miracolo sportivo.



