Crans-Montana scioglie il mistero: oggi passa sotto i raggi X il tecnico della sicurezza comunale, sperando che finalmente dica qualcosa di utile

Crans-Montana scioglie il mistero: oggi passa sotto i raggi X il tecnico della sicurezza comunale, sperando che finalmente dica qualcosa di utile

Arriva puntuale come un orologio svizzero Jacques Moretti, accompagnato dal suo legale, diretto all’aula Energypolis del centro universitario HES-SO di Sion. Qui, nell’incanto alpino del Cantone Vallese, la vice procuratrice generale, Catherine Seppey, lo attende insieme a Christophe Balet, il capo della sicurezza comunale di Crans-Montana. L’occasione? Un chiacchieratissimo interrogatorio che segna solo uno dei passaggi fondamentali nell’inchiesta sull’incendio-catastrofe di Capodanno: 41 morti e 115 feriti, ma chissà quanti altri misteri nascosti tra le fiamme e le responsabilità.

Prima di oltrepassare la soglia del’enorme aula adibita a sala interrogatori, con un sussurro da manuale di facciata, il proprietario del Constellation – epicentro dell’inferno e principale imputato dell’incredibile tragedia – dichiara ai microfoni: «Penso ogni istante alle vittime». Immediatamente dopo, sparisce dietro la porta di vetro, guardata a vista da uno stuolo di poliziotti, sostituendo la teatralità con un rigoroso silenzio da manicomio giudiziario.

Nel palazzo di vetro poco distante dalla stazione ferroviaria di Sion si riuniscono decine di avvocati rappresentanti delle più disparate famiglie colpite dal dramma, pronti a partecipare all’interrogatorio dell’uomo che ha fatto riscaldare le poltrone per ben 12 anni come responsabile della sicurezza nel Comune di Crans-Montana. Proprio lui, il 3 gennaio, ha fornito alla giustizia l’intero fascicolo Constellation, che porta dietro – come un memento piuttosto pesante – ogni progetto, planimetria, documentazione e modello amministrativo relativo al locale sin dalla sua nascita nel 1967. Che gioia per chi indaga!

L’interrogatorio al centro del caso

Come ciliegina sulla torta, abbiamo l’avvocato Fabrizio Ventimiglia, rappresentante di una delle ragazze rimaste ustionate nel rogo, la studentessa Sara Donadio, ancora in terapia a Milano. Il suo legale ha il dono della sintesi e della speranza: «Oggi vogliamo risposte, soprattutto sul perché nessuno sia andato a controllare il Constellation prima della tragedia». Forse un dettaglio da poco, vero? Ma tranquilli, i giochi inquisitori non finiscono qui.

Domani sarà la volta del funzionario Ken Jacquemoud, predecessore di Balet alla guida della sicurezza del Comune, che, manco a dirlo, è anche lui nel mirino degli inquirenti. Poi, a chiudere l’intera stagione degli interrogatori, mercoledì e giovedì arriveranno on stage Jacques Moretti e sua moglie Jessica Maric. Un serial giudiziario alpino di tutto rispetto, dove ogni capitolo sembra scritto a tavolino per mantenere alta la suspence.

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