Su Yiming a 17 anni oro e crisi esistenziale: snowboard o identità smarrita?

Su Yiming a 17 anni oro e crisi esistenziale: snowboard o identità smarrita?

Ah, la consolazione infinita di raggiungere un sogno e immediatamente chiedersi cosa fare dopo, una delle grandi tragedie esistenziali del XXI secolo. Parliamo del fenomeno Su Yiming, campione olimpico di snowboard specialità big air, talentuoso cinese che a soli diciassette anni ha conquistato l’oro a Pechino. Un giovane che, invece di immergersi nella gloria eterna, si ritrova a fare i conti con un vuoto esistenziale degno dei più struggenti romanzi d’autore.

Subito dopo il trionfo, quel momento di celebrazione che dovrebbe durare in eterno, Su Yiming ha confessato un periodo “difficile”, come se la vittoria di un oro olimpico fosse la premessa per una crisi emotiva di epocale portata. Evidentemente, inseguire un sogno per anni e razzolare quel sogno tra le mani non garantisce la felicità perpetua; anzi, potrebbe addirittura provocare un interrogativo esistenziale di nicchia. Come dire: “L’ho fatto, e adesso?” Ah, la dolce ironia della vita sportiva moderna.

Quando il successo diventa un enigma irrisolto

Non è forse una testimonianza perfetta del paradosso moderno? Vincere tutto, essere accolti come un eroe nazionale, e ritrovarsi a non sapere quale sia il prossimo passo. Forse, il giovane Su Yiming ha appena scoperto che nella vita da atleta professionista, infrangere record e raccogliere medaglie non è il traguardo, ma solo il punto di partenza di una nuova, confusa fase di pressioni sociali e aspettative insensate.

Ecco quindi il dilemma universale: cosa succede dopo la vetta? Nessuno te lo spiega. Ti lasciano lì, a guardare il panorama, ammirando il risultato ma dimenticando che in cima al podio il tempo si ferma solo per qualche attimo prima di voler già proiettarti verso la prossima sfida.

Non ci vuole molto a intuire che dietro al sorriso smagliante si nasconde un’altra faccia della medaglia, quella del peso schiacciante di dover perpetuare un mito personale che, a dispetto dell’età incredibilmente giovane, diventa una sorta di prigione dorata. La vittoria di Su Yiming non è solo un trionfo sportivo, ma un cartellino di ingresso automatico nel circo delle attese e delle illusioni capaci di divorare chiunque osi salire troppo in fretta.

Così si chiude questo breve ritratto del campione straordinario, che non solo ruba medaglie ma anche il cuore con la sua autentica, deprimente umanità. La prossima tappa? I Giochi di Milano-Cortina 2026, dove ci si aspetterebbe meno solitudine e più chiarezza. Ma non avviciniamoci troppo all’idea di un “lieto fine”, la vita reale è molto più cinica e, soprattutto, infinitamente più divertente nel lasciarci con i nostri dilemmi.

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