Il conto alla rovescia è finito: il 6 febbraio partono le tanto strombazzate Olimpiadi invernali di Milano e Cortina 2026, con un calendario così fitto che manco Netflix con le sue serie. Fino al 22 febbraio vedremo un corteggio di atleti che si sfideranno in ben 116 eventi, tutti rigorosamente per conquistare quella medaglia scintillante che darà senso alle loro lunghe ore di allenamento (o almeno così sperano).
Le competizioni, per non farci mancare niente, si spargono elegantemente tra Milano, Cortina d’Ampezzo, la Val di Fiemme, Anterselva, Bormio e Livigno. Un tour de force che farà brillare gli occhi agli appassionati… o magari solo ai tifosi più masochisti.
Un assaggio prima della grande festa olimpica
Per chi pensava di poter prendere fiato prima del 6 febbraio, ecco una sorpresa: già il 4 febbraio si parte con il doppio misto di curling alle 19.05, al Cortina Curling Olympic Stadium. Eh sì, perché l’attesa si preannuncia lunghissima, con allenamenti di sci alpino e slittino sparsi qua e là come ciliegine su questa torta di ghiaccio e neve.
Il 5 febbraio, lo sport italiano si aggira timidamente sul ghiaccio: l’Italia di curling si misura con la Corea del Sud alle 10.05, poi si tuffa nell’hockey femminile contro la Francia alle 14.40, tutto alla Milano Santa Giulia Ice Hockey Arena, che tanto fa trendy. Nel pomeriggio, non bastasse, iniziano gli allenamenti ufficiali di salto con gli sci a Predazzo, divisi come in una soap opera tra donne e uomini. Nel frattempo, il snowboard fa le prove di qualificazione a Livigno Snow Park. Insomma, un programma per temprarsi lo spirito – e il fisico – che farebbe impallidire anche il più allenato degli impiegati.
Il fatidico debutto e le prime fatiche
Finalmente il 6 febbraio: apriamo il sipario sui giochi olimpici ufficiali. Nel mentre l’Italia cerca di farsi notare sul ghiaccio femminile a Milano, il pattinaggio di figura si scatena tra le 9.55 e le 13.35 nella stessa arena, confermando che i giochi vanno presi sul serio, almeno per le apparenze.
Il 7 febbraio ci si spreme ancora di più: cinque titoli olimpici da assegnare tra Cortina e gli altri impianti, con l’Italia che incrocia le lame nel curling contro la Svezia e la Norvegia, due avversari che suonano come un quiz impossibile. Nel frattempo continuano le battaglie dell’hockey femminile e le qualificazioni di sci acrobatico. È il giorno in cui le medaglie iniziano a diventare quelle che tutti vogliono, ma pochi ottengono.
Le finali clou? Pattinaggio di velocità femminile (3mila metri, ore 16 a Milano), salto con gli sci donne poco prima delle 20 al Predazzo Ski Jumping Stadium, discesa uomini per lo sci alpino alle 11.30 allo Stelvio e lo skiathlon femminile di 20 km al Tesero Cross-Country Skiing Stadium. Ah, e il Big Air dello snowboard uomini alle 20.17 a Livigno. E non siate distratti, ogni evento vuole la sua audience affamata di vittoria e magari di una bella dose di drammi.
Il ritmo non accenna a rallentare
Il 8 febbraio si continua il tormentone del curling, tra sfide per l’Italia contro la Repubblica Ceca e la Gran Bretagna. Hockey, pattinaggio e salto con gli sci? Sempre lì, a farti sentire che non c’è scampo alla maratona olimpica.
Le medaglie in palio? Una staffetta mista nel biathlon alle 14 ad Anterselva, pattinaggio di figura (sia a squadre sia singolo maschile) alla sera a Milano, e poi la velocità sul ghiaccio con i 5mila metri uomini del pattinaggio, tutto solo per citarne qualcuno. Ah, sci alpino a Tofane, slittino e snowboard nel classico mix dove l’adrenalina non lascia mai tregua.
9 febbraio: un giorno che promette, e mantiene
Le ragazze dell’hockey femminile sorprendono alle 12.10 contro il Giappone alla Milano Rho Ice Hockey Arena, mentre alla Milano Ice Skating Arena il calendario si tinge con le gare di danza su ghiaccio – sì, quel mix di eleganza e fatica che tutti amano ammirare ma pochi osano praticare.
Nel resto della giornata sono programmati allenamenti di slittino e skeleton, perché lo sport è anche questo: prepararsi per essere più veloci, più alti, più coraggiosi, o semplicemente per non finire a terra come un sacco di patate.
Medaglie sull’altare: la velocità sui 1000 metri donne alle 17.30, un salto con gli sci singolo uomini dopo le 20 e, dulcis in fundo, lo sci acrobatico freeski slopestyle donne a partire dalle 12.30 nel sempre spettacolare Livigno Snow Park. Insomma, un programma da manuale per chi non teme la neve o la fatica… o forse solo per chi ama fare il tifo in pantofole con una cioccolata calda in mano.
Ecco il fantastico calendario degli eventi sportivi invernali, pronto a regalarci un tourbillon di emozioni e forse qualche sbandamento temporale per chi tenta di seguire tutto senza impazzire. Tra slalom, salti, gare di bob e curling, c’è davvero qualche gemma nascosta da non perdere… o forse sì, dipende dalla vostra soglia di sopportazione per lo sport agonistico in alta quota.
Attività sulle piste e nel ghiaccio: un carosello apparentemente infinito
Partiamo subito con il ParkSci alpino, dove lo slalom combinato a squadre maschile si disputerà alle 14 allo Stelvio Ski Centre, giusto il tempo di godersi l’aria frizzante e immaginare che qualcuno scii davvero invece di scendere a capofitto nel caos organizzativo. Più tardi, verso le 20.15, il big air delle signore dello snowboard infiammerà il Livigno Snow Park, regalando salti acrobatici che faranno dimenticare a tutti le temperature polari.
Il 10 febbraio il palcoscenico ghiacciato si sposta a Milano Rho Ice Hockey Arena, dove la nazionale femminile di hockey si cimenterà contro la temuta Germania alle 16.40. Nel frattempo, gli appassionati possono ammirare i perfezionamenti negli allenamenti di skeleton e slittino, disciplina che ha tutto il fascino di una sfida tra coraggio e paralisi da freddo.
Gare che assegnano medaglie e sfide che assegnano nervi saldi
Il biathlon uomini propone una gara individuale sui 20 km alle 13.30 all’Antholz-Anterselva Biathlon Arena, dove precisione e resistenza si contenderanno il primo posto, mentre il curling doppio misto mette sul piatto due sfide: bronzo alle 14.05 e oro alle 18.05, entrambi al Cortina Curling Olympic Stadium. Dimenticate il Bridge, qui la strategia diventa sport olimpico.
Per chi ama le acrobazie, lo sci acrobatico propone la finale del freeski slopestyle maschile poco prima delle 13.30 al Livigno Snow Park, mentre le donne si cimentano nello slalom combinato a squadre alle 14 al Tofane Alpine Ski Centre. Ovviamente, lo sci di fondo e lo short track non potevano mancare, con sprint e staffette miste a completare il quadro delle gare.
Il grande affresco degli appuntamenti sportivi dal 11 al 14 febbraio
Il 11 febbraio si apre il sipario sul curling maschile con un classico scontro all’italiana contro la Svezia, in programma poco dopo le 19. La serata si conclude sportivamente con l’hockey maschile che affronta la medesima avversaria, stavolta sul ghiaccio del Milano Santa Giulia Ice Hockey Arena alle 21.10, affinché nessuno si confonda. Nel frattempo, la pista di biathlon e gli impianti per la combinata nordica e il pattinaggio di figura si animano con finali e gare intense, immancabili per chi ama misurare fatica e stile.
Il 12 febbraio, l’indomita squadra di curling femminile si confronta con la Svizzera e la Corea del Sud: mica noccioline, considerando che ogni punto può valere una medaglia. Proprio questo giorno vede partire anche gli allenamenti di bob, perché evidentemente non basta l’adrenalina delle gare già in corso. Tra le discipline più coinvolgenti e spettacolari, non mancano il super G donne e uomini, sci di fondo in stile libero e le finali di short track, che promettono scintille e colpi di scena per chi avrà ancora voglia di resistere fino a sera.
Il 13 febbraio, l’hockey maschile si lancia in campo contro la Slovacchia, mentre gli uomini del curling si alternano contro Gran Bretagna e Germania, un vero tour de force per questi eroi del ghiaccio. Nel frattempo, medal hunters e appassionati più accaniti possono assistere a gare di biathlon, pattinaggio di figura maschile, velocità e persino al riscaldamento di skeleton, per non farsi mancare nulla.
Il 14 febbraio, giorno dedicato agli innamorati, ma soprattutto al curling femminile, con le azzurre impegnate contro la Cina e la Svezia, e all’hockey maschile che sfida la Finlandia. Nel cuore di Cortina, il salto con gli sci e la velocità dell’atletica sul ghiaccio si fondono nella magia dell’ultima finale serale, arricchita dallo spettacolo dello sci acrobatico parallelo con gobbe femminili. Insomma, niente di meno di un San Valentino con brivido… e non solo quello dovuto al freddo.
Sul palcoscenico scintillante delle competizioni invernali, c’è una parata immancabile di programmi che dovrebbero, in teoria, entusiasmare gli animi degli appassionati. Dallo slalom gigante maschile alle rocambolesche staffette femminili di sci di fondo, passando per l’inevitabile salto con gli sci e un gran finale di snowboard cross a squadre, la promessa è una trama intensa e ricca di brividi… o almeno così dicono.
Se pensavate che la varietà dello sport agonistico servisse a rendere l’evento un capolavoro di emozioni, vi sbagliate di grosso. Qui tutto sembra una maratona senza respiro in cui la confusione regna sovrana e l’incapacità di coordinare gli orari rende ogni tentativo di seguire una disciplina diversa un’impresa epica degna di Prometeo. Dopotutto, chi ha bisogno di sonno quando puoi seguire il bob femminile a tarda sera e subito dopo il pattinaggio artistico alle 20?
Un’ingloriosa danza di orari e sfide gloriose
Pochi dettagli in realtà raccontano meglio il caos ordinato di una manifestazione del genere come il programma fitto di match di curling per la nazionale italiana, che si butta su sfide serratissime contro Norvegia, Repubblica Ceca, Danmark e, chissà cosa, la Cina o addirittura gli Stati Uniti. Un via vai di pietre sul ghiaccio che farebbe impallidire anche i più accaniti amanti della pietra focaia.
Non manca poi il ritmo sfrenato dei cambi di location, da Livigno al Milano Ice Skating Arena, passando per il leggendario Cortina Sliding Centre. Da un impianto all’altro, dagli sport a squadre agli inseguimenti individuali, una coesistenza di appuntamenti che sembra conciliare l’agonismo con l’arte di far disperdere la folla piuttosto che di concentrarla verso un climax costruito con cura.
Medaglie e finali: un carnevale dell’assurdo sportivo
Si assegnano medaglie a raffica, in un susseguirsi di eventi che vanno dal biathlon (perché chi non vorrebbe fondere tiro al bersaglio e sci di fondo in un unico, clamoroso pasticcio?) alle gare di bob che arrivano solo dopo ore di attesa, come se il pubblico fosse lì solo per fare test di sopportazione.
Ecco spuntare il freeski big air femminile, proprio quando i riflettori sembrano pronti a spegnersi, come fosse l’ultima speranza di ravvivare una platea ormai pronta a fuggire. Nel frattempo, gli appassionati più tenaci cercano di seguire lo slalom gigante donne dalle 13:30, con la stessa pazienza di chi tenta di capire una barzelletta raccontata in una lingua morta.
Il tutto condito da una dose abbondante di short track: corse frenetiche su ghiaccio, finali e semifinali che sembrano ripetersi senza sosta. Insomma, se tutto ciò sembra un mosaico leggendario di sport invernali, in realtà è più una saga frenetica che sconfina nella comicità involontaria.
L’Italia sportiva in veste multicolor
Intanto, l’Italia non perde occasione per buttarsi anima e corpo in qualunque disciplina ci sia a disposizione; dal curling maschile e femminile che sfidano avversarie più o meno temibili, fino a un’attività frenetica nei play-off di hockey su ghiaccio, passando per le prova di pattinaggio di velocità che si articolano in un mare di distanze e finali.
Un saluto speciale va dedicato agli allenamenti di bob maschile e femminile, testimonianza tangibile che la fatica e il sudore non mancano nemmeno negli spazi più nascosti e meno glorificati della manifestazione. Perché niente dice “grande sport” come allenarsi tra una gara e l’altra, sperando che almeno una te la porti a casa… o forse una medaglia.
Un carnevale che si traveste da elan agonistico
In conclusione, questo subway culturale di discipline sotto zero tenta di nascondere dietro un’agenda fittissima la lieve sensazione che il tutto sia più uno show travestito da torneo sportivo anziché un’occasione per celebrare il talento e la preparazione atletica. Tutta questa confusione di eventi sovrapposti e orari serratissimi, infatti, sembra più una strategia nascosta per fare numero e creare confusione piuttosto che un vero e proprio spettacolo degno di questo nome.
Ma almeno c’è una certezza: tra una gara e l’altra, l’ironia sarà l’unica medaglia che potremo veramente indossare con orgoglio.



