Ah, la serietà delle bravate giovanili: niente scherzi da ragazzi con palloni o gare di biciclette, qui si arriva subito a livelli artistici degni dell’arte moderna… peccato che si tratti di svastiche e simboli fallici incisi su ben trenta automobili. Il tutto nella pittoresca cornice di Pogliano Milanese, quel gioiellino a nord-ovest di Milano dove il vandalismo decide di sfoggiare la sua vena creativa più discutibile.
Questi piccoli geni della distruzione, appena undicenni (quindi assolutamente intoccabili in termini di imputabilità legale), hanno deciso di trasformare le carrozzerie di ignari cittadini in una galleria d’arte “alternativa”. L’originalità di questi veri e propri atti d’accusa visivo non passa inosservata, ma il bello deve ancora venire.
Tutto è esploso – o meglio, è stato scoperto – il pomeriggio della domenica 1° febbraio. I vari proprietari di auto parcheggiate tra le vie Bellini, Benedetto Croce, San Pio, Verdi, Mozart e nel parcheggio di via Europa hanno avuto la terribile sorpresa: le loro auto, a simboleggiare chissà quale rivoluzionario messaggio, erano decorate con svastiche di dimensioni wanda-versenine e piacevoli simboli fallici, perché tanto è noto che l’arte deve sempre sorprendere.
Indagine sprint e riunione di famiglia al comando
Ovviamente, appena il caso è stato segnalato alla polizia locale, sotto la guida del comandante Stefano Palmieri, è partita un’azione investigativa degna di un film di spionaggio. Telecamere a circuito chiuso smanettate finché non hanno sputato fuori le immagini dei piccoletti imbrattanti. Come in un thriller, martedì due giovanissimi delinquenti sono stati convocati al comando, accompagnati da famiglie evidentemente ignare delle sublimi gesta dei propri pargoli.
Ora, veniamo al colpo di scena: malgrado il valore artistico quanto meno discutibile di queste opere, i due piccoli vandali non sono imputabili. Meraviglia delle meraviglie della legge!
Ma è qui che si tocca il vero jackpot: se non possono andare a processo, di sicuro le bollette per conto altrui saranno ben salate. Le loro povere famiglie dovranno probabilmente sborsare un risarcimento per i danni provocati, stimato più o meno intorno ai 40mila euro. Un bel regalo di Natale anticipato, tutto sommato.
A questo punto, si può solo ammirare l’ironia della sorte: mentre i due giovanissimi fan di arte contemporanea restano impuniti penalmente, qualcuno dovrà comunque mettere mano al portafoglio per ripulire le macchine imbrattate. Vera giustizia per un’opera d’arte che nessuno chiede e che nessuno voleva vedere.



