Benvenuti nel lussuoso bunker dove gli atleti si chiudono a fare i campioni

Benvenuti nel lussuoso bunker dove gli atleti si chiudono a fare i campioni

Da ogni angolo del globo, ecco arrivare la cifra magica di quasi 1.600 atleti e membri delle rispettive squadre nel villaggio olimpico, quella piccola cittadella che dovrà fungere da accogliente “casa” durante i Giochi invernali di MilanoCortina. Peccato che manchino ancora tre giorni all’apertura ufficiale, e già le delegazioni di tutto il mondo si insediano come se fossero in vacanza tutto compreso.

A fornire queste cifre così precise, non poteva mancare la solita Fondazione Milano Cortina, che ci racconta con orgoglio di 1.559 “residenti” provenienti da ben 42 delegazioni, mentre l’Italia si conferma ancora una volta la numero uno in fatto di presenze. Il villaggio, con i suoi sei edifici residenziali, offre la modica cifra di 1.154 camere e 1.700 posti letto, progettati — dicono — per garantire un mix perfetto di comfort e funzionalità. Insomma, il paradiso degli sportivi, o almeno così dovrebbe essere.

Un giovane giocatore francese di hockey su ghiaccio, al suo debutto olimpico, si lascia andare a dichiarazioni che sembrano prese da una brochure turistica: “È davvero bello. Onestamente, non immaginavo ci fossero così tanti spazi, attività e iniziative: l’atmosfera è incredibile”. Che tenero entusiasmo da principiante.

Un atleta italiano, più esperto dell’ambiente, tenta di dare un tocco di pathos: “Essere qui è quasi surreale. Abbiamo sudato sette camicie per arrivare fino a questo punto e questo momento segna il vero inizio dei Giochi. Si incontrano persone da ogni angolo del mondo, tutte super accoglienti. È una sensazione unica”. Sicuramente unica, come solo i grandi eventi sanno fingere.

Palestra all’amatriciana e menù da star del ghiaccio

Non manca poi il centro fitness, perché mica si arriva nelle Olimpiadi per oziare; e la sala da pranzo principale, dove si servono ben 3.400 pasti quotidiani attraverso sei stazioni di ristorazione. Menu attentamente studiati per soddisfare i gusti e i regimi alimentari più estrosi, perché mica si possono lasciare gli atleti digiuni o indigesti. Curiosa la statistica: ogni giorno si “ingollano” circa 3.000 uova e 450 chili di pasta. Fa impressione solo a pensare al livello di colesterolo e carboidrati mobilitato, ma evidentemente i conti tornano.

Dietro le quinte, il funzionamento perfetto di questa macchina da guerra è assicurato da circa 100 membri dello staff, assistiti da ben 208 volontari. Nessuna stanchezza per loro, al contrario, solo grandi dichiarazioni di orgoglio e senso di appartenenza. Uno di loro racconta:

Uno dei volontari ha detto:

“Ci si sente parte di qualcosa di grande. È un’esperienza che lascia il segno e siamo fieri di supportare sia i Giochi Olimpici sia i Giochi Paralimpici.”

Naturalmente, gli arrivi sono tutt’altro che finiti, con altre delegazioni che si presenteranno nei prossimi giorni, felici di insediarsi nel villaggio prima del via ufficiale ai giochi previsto per il 6 febbraio presso lo stadio San Siro. Insomma, un vero e proprio affollamento da festival estivo in versione ghiacciata.

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