Le azioni di Novo Nordisk crollano subito dopo previsioni di vendite ed utili annuali da far piangere

Le azioni di Novo Nordisk crollano subito dopo previsioni di vendite ed utili annuali da far piangere

Ah, Novo Nordisk, l’azienda danese che sta cercando di tenere a galla i suoi profitti nel bel mezzo di una tempesta perfetta: prezzi in discesa negli Stati Uniti, perdita di esclusiva in Cina, Brasile e Canada e una competizione spietata che non perdona. Proprio così, le azioni negli Stati Uniti sono piombate fino a un bel -14%, segno tangibile che Wall Street non apprezza quando vieni a dire “attenzione, quest’anno andrà peggio del previsto”.

Ovviamente, questo crollo arriva subito dopo la chiusura del mercato a Copenaghen, dove la società è quotata, giusto per alimentare ancora di più il teatro tragicomico che avvolge le previsioni per il 2026: vendite e profitti in calo tra il 5% e il 13%. Un disastro annunciato, ma presentato con il più classico dei sorrisi da manager ottimisti.

Già, perché il loro Ceo, Mike Doustdar, ha pronto il solito copione da applausi: “Nel 2026, Novo Nordisk affronterà venti contrari sui prezzi in un mercato sempre più competitivo.” Quindi aspettatevi prezzi sempre più bassi e, se va bene, qualche milione di pillole vendute in più. Ma non temete, c’è l’entusiasmo “incoraggiante” per il lancio negli Stati Uniti della pillola Wegovy. Ovviamente una pillola nuova che dovrebbe salvare ogni cosa, perché nulla dice “successo” come un lancio che funziona a metà.

Secondo la compagnia, fuori dagli Stati Uniti le vendite cresceranno, grazie a mercati che si espandono e a un esercito di pazienti che non sa più cosa fare dei propri chili di troppo. Chissà se anche loro sono così fiduciosi quando sentono parlare di “espansione del mercato globale dei GLP-1” come la panacea di ogni problema.

Nel 2025, invece, hanno registrato un aumento del 10% nelle vendite e un misero 6% nei profitti operativi, tutte cose in linea con previsioni riviste al ribasso durante l’anno. Un vero e proprio pezzo di storia di come si abbassano le stime a richiesta, in pieno stile “ridimensionamento coraggioso”.

La Pressione Che Non Molla

Le azioni di Novo Nordisk stanno scendendo a picco da un anno a questa parte, e non ci vuole certo una sfera di cristallo per capire perché. Hanno lanciato la versione orale della loro famosa medicina per la perdita di peso, Wegovy, negli Stati Uniti, sperando che il mercato inghiotta la pillola senza astenersi. Ma naturalmente il gigante Eli Lilly è lì che aspetta il momento giusto per presentare il proprio attacco con una pillola “miracolosa” nel 2026.

L’analista Karen Andersen di Morningstar mette in chiaro la situazione: gli investitori vogliono vedere che Novo Nordisk sfrutti questa corsa al potere, specialmente nel canale diretto al paziente – cioè quei poveri disperati disposti a pagare di tasca propria, visto che a volte il sistema sanitario preferisce voltare lo sguardo.

Ma aspetta, perché non è tutto oro quel che luccica. Il principio attivo di Wegovy e Ozempic, il famigerato semaglutide, perde l’esclusiva in mercati chiave come Canada, Brasile e Cina proprio quest’anno. E considerando il calo dei prezzi negli Stati Uniti, la crescita prevista per il 2026 è ormai ridotta a una flebile speranza.

L’analista James Gordon di Barclays vede il bicchiere mezzo pieno (forse troppo pieno per chi guarda con realismo): la discesa delle stime potrebbe servire da “evento chiarificatore”, ovvero quel momento in cui finalmente tutti capiscono quanto dovranno ancora patire con le azioni di Novo. E però, attenzione: l’effetto lancio di Wegovy orale negli USA potrebbe risollevare un po’ il morale degli investitori, almeno fino alla prossima doccia fredda.

In questi ultimi 18 mesi, Novo Nordisk è stata umiliata da Eli Lilly, il cui farmaco per dimagrire tirzepatide (venduto come Mounjaro e Zepbound) ha dimostrato risultati così impressionanti da portare a una significativa perdita di quote di mercato negli USA per la casa danese. Un vero e proprio “mai dire gatto finché non ce l’hai nel sacco”.

Ozempic e Wegovy: Tra Prezzi Tagliati e Sconfitte Annunciate

La caduta non si ferma neanche al fronte delle vendite. A novembre, Novo Nordisk e Eli Lilly hanno firmato un accordo con l’amministrazione Trump per tagliare i prezzi dei loro prodotti best seller, sperando che così facendo i volumi salgano abbastanza da compensare il colpo al portafoglio. Su carta suona bene, nella realtà è un modo elegante per ammettere che “non ce la caviamo più con i prezzi attuali”.

L’accordo prevede prezzi ridotti per i farmaci GLP-1 destinati a Medicare e Medicaid nel 2026 e uno sconto diretto ai consumatori tramite un sito web che arriverà a gennaio. Purché si riesca a far arrivare questi messaggi al pubblico prima che la concorrenza faccia sparire tutto dal mercato.

Nel quarto trimestre, le vendite nette di Novo Nordisk hanno raggiunto i 79,1 miliardi di corone danesi (circa 12,5 miliardi di dollari), un pizzico sopra le aspettative del mercato. Il profitto operativo si è fermato a 31,7 miliardi, un calo del 14% rispetto all’anno precedente. Da notare che Ozempic, il loro prodotto più venduto, ha registrato un misero +1% rispetto al passato, mentre Wegovy segna una crescita più robusta del 17%.

Insomma, Novo Nordisk è lì che prova a dimostrare di poter tornare a dominare il mercato della perdita di peso, ma tra numeri deludenti, segreti squarci di ottimismo e competitor che sfrecciano avanti, lo spettacolo è più che altro una tragicommedia in scena sulla Borsa e negli ospedali.

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