Parte la seconda edizione di Rise a Roma, dove lo stile si crede un’esperienza da denaro pubblico

Parte la seconda edizione di Rise a Roma, dove lo stile si crede un’esperienza da denaro pubblico

Ah, Roma, eterna capitale di pizza, caos e—perché no—lusso sfrenato. Dal 12 al 14 febbraio 2026, la città eterna si riporta al centro della scena internazionale del turismo di alta gamma con la seconda edizione di “RISE – Rome Insights Style Experience”. Non una manifestazione qualunque, ma un evento deciso e minuziosamente orchestrato per farci dimenticare per un attimo delle rovine e della burocrazia, per immergerci nel mondo scintillante del luxury travel, ovviamente supportato da istituzioni e alcune compagnie fiere di mettere i loro nomi su cartelloni patinati.

Questa festa dell’upper class viene promossa dalla Fondazione per l’Attrazione Roma & Partners, organizzata dal Convention Bureau Roma e Lazio e benedetta dall’Assessorato ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale. Il tutto con un unico scopo: scolpire nella pietra—o perlomeno nelle brochure—Roma come meta imprescindibile del turismo mondano e dorato che conta realmente.

Un trionfo annunciato di numeri e autocelebrazione

Inutile negarlo, questo RISE è stato una vera “scommessa vinta”, parola dell’Assessore Alessandro Onorato, protagonista di un’impressionante celebrazione delle meraviglie del turismo globale a Roma. Con un tono che quasi sfiorava l’autocelebrazione, l’assessore ha snocciolato cifre da far girare la testa: 52,9 milioni di presenze nel 2025, nuovi hotel da far invidia alle capitali mondiali del glamour e addirittura un indotto economico di ben 13,3 miliardi di euro stimato da autorevoli fonti. Tutto questo dopo un triennio record, dove la parola d’ordine sembra essere: espandersi, investire e far finta che tutto fili liscio.

«Per troppi anni il turismo è stato gestito casualmente a Roma», ha sentenziato Onorato con la solita modestia, come se solo ora qualcuno avesse deciso di organizzare qualcosa con metodo e strategia. Peccato che questa “scoperta” arrivi solo ora, proprio quando la bontà della sua gestione è stata messa in discussione più volte. Ma andiamo avanti, perché la festa deve continuare.

Più lusso, più soldi, più… caos?

Tra investimenti internazionali che superano il miliardo di euro per lussuose strutture ricettive e l’ingresso trionfale di grandi gruppi alberghieri dal gusto decisamente internazionale, RISE si propone come il crocevia perfetto per mettere insieme istituzioni, imprese, visione strategica e—naturalmente—un po’ di networking finalizzato a scambi di business e partnership, con tanto di sfilate ad alto tasso di stile e serate esclusive da far invidia alle scene di Hollywood. Perché, si sa, nulla racconta meglio una città che un party riservato ai soliti noti in location super-chic.

Il tutto condito da incontri di alto profilo, discussioni sofisticate nel lusso a cinque stelle degli hotel The St. Regis Rome e Rome Cavalieri Waldorf Astoria, senza dimenticare le esperienze “style” e tour post-evento in angoli da cartolina tra Bracciano, Cerveteri, fino alle immortali Firenze e Napoli. Ovviamente, non poteva mancare quel tocco di poesia tutta italiana: connettività fra territori d’eccellenza e un “linguaggio distintivo e contemporaneo” che, supponiamo, equivalga a un cocktail di hashtag Instagram e influencer strapagate.

Un appuntamento con l’élite (e con il marketing incalzante)

Dopo un battesimo di fuoco nel 2025 che ha attirato circa 60 top buyer, decine di giornalisti e content creator da ogni angolo del globo, oltre a più di 50 operatori del settore in veste di espositori, partner e sponsor, la nuova edizione 2026 promette di andare ancora oltre, aprendo sempre più le porte al mercato europeo e non solo.

In poche parole, se pensavate che Roma fosse soltanto quella città con monumenti antichi, traffico da incubo e contraddizioni all’ordine del giorno, preparatevi a scoprire la sua nuova anima: quella di un palcoscenico perfetto per facce sorridenti che stringono mani tra un calice di champagne e l’altro. Dietro le quinte, ovviamente, i soliti giochi di potere, interessi e, chissà, forse anche un pizzico di quella confusione che ci piace tanto descrivere come “autenticità romana”.

RISE si fa notare per la sua aura misteriosa e conoscitiva, distribuendo mercati come un sommelier di lusso sceglie i vini: con un tocco nordamericano dominante, mentre Medio Oriente, LATAM e Far East si affacciano con presunzione e prepotenza, in linea con le tendenze globali che nessuno osa ignorare. Si conferma dunque RISE, la piattaforma del lusso turistico che sonda ogni angolo del globo per sapere esattamente dove posare le valigie – o meglio, i portafogli.

La seconda edizione di questo rituale del jet set vede il parterre degli sponsor istituzionali e commerciali assortito quanto un film di 007: ENIT e Zètema a fare gli invitati di riguardo, Trenitalia vestita di verde per mostrare quanto è ecologica, UniCredit che si mette in posa da Main Sponsor, e non potevano mancare Aeroporti di Roma e ITA Airways nel ruolo dei Supporting Partner, mentre AIM Group International si affanna a fare da Destination Partner, ovvero colui che illumina il cammino.

Gianluca Lo Presti, Direttore Generale della Fondazione per l’Attrazione Roma & Partners, ci regala un pensiero da manuale sulle alchimie del pubblico e privato:

«Come DMO di Roma Capitale, trasformare l’attrattività in valore è il nostro mantra. La sinergia pubblico-privato non è un semplice evento, è un racconto epico, un’opportunità di business mondiale. La seconda edizione? Una sfida ancora più ambiziosa per lanciare Roma sotto i riflettori globali. Ringrazio chi ha reso tutto questo possibile».

Tradotto: siamo qui per dimostrare che chi mette soldi e chi ha potere politico possono almeno fingere di andare d’accordo e far finta che questa non sia solo una scusa per lasciare tutti felici e contenti (se non proprio ricchi).

Onorio Rebecchini, Presidente del Convention Bureau Roma e Lazio, risponde con la solita pomposità istituzionale che non guasta mai:

«RISE è un coro di voci, una sinfonia di fiducia tra operatori che intrecciano promozione e relazioni. Non più un semplice workshop B2B, ma un ecosistema dinamico che crea opportunità e valore territoriale. Ringrazio l’assessore per il sostegno e Gianluca Lo Presti per la strategia che non lascia nulla al caso».

Quindi, se vi aspettavate una solita fiera qualsiasi, vi siete sbagliati: RISE si proclama il re Mida del turismo di lusso, capace di generare relazioni da veri intenditori e affari lucrosi, incorniciati da un mix di millenaria storia romana e modernità necessariamente cool.

RISE 2026: l’ambizione di Roma di diventare capitale mondiale del turismo di lusso

Il monito è chiaro: Roma non si vuole accontentare del caos quotidiano o delle infinite polemiche sui trasporti, ma punta direttamente a diventare sede d’elezione per quel turismo che fa brillare gli occhi e soprattutto le carte di credito. Un rilancio perpetuo che unisce l’eterna bellezza del Foro Romano con la frenesia di boutique di altissimo livello e ristoranti dove un piatto costa quanto un biglietto di aereo low cost, ma con champagne di qualità. Sfidando qualsiasi buon senso e ponendo alla prova ogni visitatore con un mix di storia millenaria e contemporaneità glamour.

Insomma, RISE è la Evanescence della promozione turistica: ogni due anni torna con nuovi look e nuovi slogan, tentando di farci credere che questa volta sarà quella buona per trasformare la città eterna nella madre di tutte le destinazioni luxury, tra uno scatto Instagram e l’altro dei milionari di passaggio.

Siamo SEMPRE qui ad ascoltarvi.

Vuoi segnalarci qualcosa? CONTATTACI.

Aspettiamo i vostri commenti sul GRUPPO DI TELEGRAM!