Vonn si fa male e va in pista lo stesso: crociato spappolato? Nessun problema, lei è già pronta a risalire sulle sue due gambe

Vonn si fa male e va in pista lo stesso: crociato spappolato? Nessun problema, lei è già pronta a risalire sulle sue due gambe

Lindsey Vonn si è presentata al mondo dello sci con la consueta modestia da campionessa che siamo abituati a vedere: “Ho provato a mettere gli sci, mi sento stabile. Domenica voglio gareggiare”. Immaginate un po’, a 41 anni, in perfetto stile eroico-solidale, questa leonessa del ghiaccio ha deciso che sì, la pista Olympia delle Tofane sarà il suo palcoscenico per l’ultima danza olimpica. Per chi non lo sapesse, è proprio lì che domenica 8 febbraio verranno assegnate le medaglie della discesa libera femminile. Naturalmente, nessuno si aspetta che molli proprio adesso.

Ecco il twist da melodramma sportivo: “Mi sono rotta il legamento crociato anteriore sinistro – ha dichiarato la nostra impavida Vonn – ma correrò comunque, con l’aiuto di un tutore”. Ah, certo, perché nulla dice ‘performance olimpica’ come un bel legamento rotto e un tutore scintillante. Era un piano apparentemente diverso quello con cui è arrivata a Cortina, sulla sua pista-fortino dove si è costruita un tesoro di dodici vittorie. Ora, invece, si trova a riflettere sulle possibilità, quelle di prima e ovviamente quelle di adesso, tragicamente più limitate.

Ricordiamo brevemente l’episodio di Crans Montana, quando Lindsey è stata gentilmente invitata dalle reti di protezione del tracciato a fermarsi, dopo un incidente che ha compromesso l’articolazione sinistra, nonostante il ginocchio destro, quello con l’applaudita protesi in titanio, sia già stato martoriato a sufficienza. Ma la campionessa, che conosce solo una parola: “resilienza”, ci ha tenuto a precisare, con quel pizzico di eroismo che ci fa sentire tutti un po’ più piccoli: “Sono caduta tante volte, nella mia carriera, e mi sono sempre rialzata”.

Un piccolo apostrofo storico: la nostra eroina si era ritirata nel 2019 proprio con un’ultima gara a Cortina, ma evidentemente la pensione non fa per lei. Sulla Tofana ha raccolto la bellezza di 12 successi su 84 in Coppa del mondo, ben divisi tra discesa e supergigante, e per arrivare all’attuale impresa ha sudato letteralmente sangue e fuoco. Un infortunio al crociato? Una caduta? Facile pensare che possa bastare, ma non per Lindsey Vonn, che in questo momento sembra intenzionata a mettere in scena uno dei suoi ultimi, epici “comeback”.

Il grande piano: il bis a Cortina

Dietro la decisione rocambolesca di correre c’è un progetto preciso: ripetere la gloria dell’oro olimpico ottenuto a Vancouver 2010 in discesa, un trionfo condiviso con Julia Mancuso che si prese l’argento, mentre il bronzo cadde nelle mani dell’austriaca Elisabeth Görgl. Ah, e non dimentichiamo la medaglia di bronzo in supergigante, quella volta dietro solo a Andrea Fischbacher e Tina Maze.

Ma non è tutto qui: c’è anche il riscatto personale dal bronzo in discesa conquistato ai Giochi coreani del 2018, quelli del trionfo di Sofia Goggia. Il premio ambito? Dominare la propria pista, la regina incontrastata a Cortina. Tornata per lasciare un marchio indelebile, per dimostrare che la parola “resilienza” non è solo un termine da palestra motivazionale ma la colonna vertebrale della sua carriera.

Il mix tra talento e grit ha superato perfino un intervento chirurgico al ginocchio destro, ora rinforzato da una protesi in titanio. Mettetevi pure comodi: per Lindsey, qualunque risultato sarà già un piccolo, trionfale miracolo.

Spiritualità e strategie per un’anima indomita

Come se non bastasse l’inferno fisico, la nostra eroina ha deciso di fare il pieno di motivazione spirituale. La meta? La tomba del suo ex allenatore Erich Sailer a Telfs, nei pressi di Innsbruck, l’uomo che le ha insegnato a sciare e a rialzarsi. “So quel che mi direbbe ora, anche se vorrei che fosse qui a dirmelo di persona”, ha confessato, come se il cielo dell’alta montagna avesse deciso di dispensare consigli personalizzati ai campioni infortunati.

Una mossa più che altro simbolica, che in realtà ha tutto il sapore di una trovata per alimentare un’iconografia di coraggio da manuale, quella della donna che si rialza dalle ceneri con ancora più determinazione.

Le prove e il gran finale

Le prime prove ufficiali di discesa sono in programma per giovedì 5 e venerdì 6. E dopo la discesa, la fantasia può volare libera: in combinata, dove discesa e slalom si sposano, potrebbe nascere l’inedito, stellare duello fra Lindsey Vonn e Mikaela Shiffrin. Non contenti, a Cortina potrebbe persino arrivare a fare il tifo per loro Jd Vance, vicepresidente degli Stati Uniti d’America, per aggiungere un pizzico di politica hollywoodiana alla favola alpina.

Insomma, la più grande star di Cortina non sarà solo sugli sci, ma anche al centro di un remake anni luce di “non mollare mai”, che se non è uno spettacolo degno dell’Olimpo sportivo poco ci manca.

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